Susanna Rovai è la presidente della Commissione speciale per la costituzione dell’Osservatorio permanente sulla sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, come previsto dalla delibera n. 9 del 30 aprile 2025.
L’organismo, di cui ieri sera si è tenuta la seduta di insediamento, è frutto di un ampio consenso politico, e avrà il compito di definire la composizione, le regole di funzionamento e gli obiettivi dello strumento con cui il territorio intende affrontare in modo più sistematico e strutturato una delle sfide più urgenti del presente: la tutela della salute e della vita di chi lavora.
Soddisfazione per l’avvio dei lavori è stata espressa anche dal Partito Comunista Italiano – Sezione “Abdon Mori” Empolese Valdelsa, che ha rivolto un pubblico ringraziamento alla compagna Susanna Rovai, capogruppo PCI nel Consiglio dell’Unione, per la sua elezione alla presidenza della Commissione. Il PCI ricorda che la proposta di istituire l’Osservatorio era stata proprio presentata dalla consigliera Rovai e approvata due volte all’unanimità dal Consiglio dell’Unione:
La Sezione "Abdon Mori" Empolese Valdelsa del Partito Comunista Italiano si congratula con la compagna Susanna Rovai, Capogruppo PCI nel Consiglio dell'Unione dei Comuni Empolese Valdelsa, per la sua elezione a Presidente della Commissione Speciale in seno al Consiglio dell'Unione al fine di fissare le regole, la composizione e le modalità di svolgimento dello "Osservatorio Permanente sulla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro", così come deliberato con atto n.9 del 30 aprile 2025
Riteniamo che anche a livello locale si debba favorire la discussione e l’attenzione sui temi legati alla sicurezza dei lavoratori e a questo proposito crediamo che gli Enti Locali, oltre ai compiti strettamente istituzionali, possano e debbano svolgere un ruolo di garanzia e di promozione delle regole anche nell’ambito di questa materia, contribuendo così allo sviluppo della cultura democratica, contro una cultura che mette il profitto al di sopra di tutto, perfino della vita umana.
Ci batteremo affinché scopo dell’Osservatorio sia quello di monitorare permanentemente gli incidenti sul lavoro avvenuti nelle aziende operanti sul territorio e l’applicazione delle normative riguardanti la sicurezza, di redigere rapporti periodici sullo stato delle condizioni di sicurezza sul lavoro nel nostro territorio e di formulare proposte da inviare alle istituzioni competenti.
L’Osservatorio dovrà secondo noi indire a cadenza annuale una conferenza pubblica, dove verranno esposti i rapporti elaborati e dove le organizzazioni imprenditoriali, le istituzioni e le rappresentanze sindacali delegate alla sicurezza (RLS, RSLT) riferiscano sul loro operato relativo alla prevenzione e all’adeguamento delle aziende alle normative e alle esigenze di una sempre maggiore sicurezza della forza lavoro durante la prestazione d’opera.
La proposta di istituire l'Osservatorio viene dal Partito Comunista Italiano ed è stata presentata in Consiglio dalla consigliera Susanna Rovai, ottenendo per due volte il voto unanime dei consiglieri.
Nei primi cinque mesi del 2025 sono morti in Italia 592 lavoratori di cui 413 sui luoghi di lavoro (gli altri in "itinere"). Erano 430 nello stesso periodo del 2024.
Naturalmente i numeri “ufficiali” saranno diversi e inferiori a quelli diffusi dall'Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro di Carlo Soricelli, che contengono tutti i morti e non solo quelli rilevati nelle denunce a INAIL.
Ci auguriamo che nessuno concepirà l'Osservatorio dell'Unione come un "fiore all'occhiello" salvo poi continuare un "modus operandi" che ha sempre un occhio di riguardo per le imprese piuttosto che verso lavoratori e cittadini comuni.
Rivolgiamo un appello ai lavoratori e ai cittadini affinché domenica 8 e lunedì 9 giugno si rechino in massa a votare 5 SI ai Referendum. La sicurezza del lavoro, sul lavoro e il diritto alla cittadinanza rappresentano basi indispensabili per garantire vita, futuro, dignità, diritto di parola e decisione a quei milioni di persone che ogni giorno producono ricchezza e beni dei quali spesso si appropriano quei pochi che sono responsabili diretti o indiretti della morte di migliaia di lavoratori.
