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Scandicci ricorda le vittime del rogo di Crans Montana con un minuto di silenzio

Un minuto di silenzio a Scandicci per ricordare le giovani vittime del rogo di Crans Montana. Alla cerimonia anche il padre di Niccolò Ciatti

Un minuto di silenzio per ricordare le giovani vittime del rogo di Crans Montana. È quanto si è svolto questa mattina, alle 10.30, negli uffici del Comune di Scandicci, che hanno sospeso l’attività per rendere omaggio ai ragazzi che hanno perso la vita nella notte di Capodanno.

Alla cerimonia, insieme alla sindaca Claudia Sereni, ha partecipato anche Luigi Ciatti, padre di Niccolò, il giovane scandiccese morto nell’agosto del 2017 in un’altra tragedia legata, anche in quel caso, a carenze di sicurezza. La bandiera del Comune, esposta sulla terrazza del palazzo comunale, è stata listata a lutto e posta a mezz’asta, prima di una breve cerimonia negli uffici del “Punto Comune”.

"Il messaggio che vogliamo dare con questo atto, che per noi non è solo simbolico, è di totale vicinanza a quanto è accaduto a questi giovani, in quella che dovrebbe essere la notte più bella dell'anno – ha dichiarato la sindaca Sereni –. Non è giusto perdere la vita in un momento simile per gravi carenze di sicurezza. Scandicci ha già vissuto una tragedia simile: ha perso un proprio figlio, Niccolò Ciatti, in un luogo di divertimento dove le norme di sicurezza non erano rispettate".

Sul tema della sicurezza nei locali è intervenuto anche Luigi Ciatti, sottolineando come molte tragedie sarebbero evitabili: "Credo che la sicurezza dei locali sia un qualcosa che debba essere ritenuto indispensabile ed essenziale. A Crans Montana sarebbe bastato poco per salvare delle vite: se l'uscita di sicurezza fosse stata aperta, se ci fosse stato un impianto antincendio, se ci fosse stato un estintore, se ci fosse stato soprattutto del personale formato per dare le indicazioni corrette ai ragazzini, per dire loro cosa fare quando sono divampate le fiamme. È la stessa cosa che è successa a mio figlio, sebbene in maniera diversa".

Ciatti ha poi ricordato la tragedia avvenuta nella discoteca di Lloret de Mar, dove morì Niccolò: "Nella discoteca di Lloret de Mar la sicurezza non era garantita perché all'interno non c'era un buttafuori, non c'era le due guardie giurate previste dalla legge spagnola: purtroppo di tutto questo se ne sono accorti dopo che è successa la tragedia. Servono controlli seri, ed eseguiti alle scadenza giuste. I titolari non devono pensare solo ai soldi, ma prima di tutto alla vita di questi ragazzini che viene loro affidata".

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