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Teatro del Maggio sospende spettacoli di artisti russi, per Mosca "russofobia"

Sospesi spettacoli della ballerina Svetlana Zakharova e del violinista Vadim Repin a causa "del perdurare delle tensioni internazionali che creano clima che potrebbe pregiudicare il buon esito"

L’Ambasciata della Federazione Russa in Italia ha criticato la sospensione degli spettacoli della ballerina Svetlana Zakharova e del violinista Vadim Repin, previsti nella stagione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, definendo l’episodio come "ulteriore immersione nelle torbide acque della russofobia".

In un commento su Telegram, la rappresentanza diplomatica ha aggiunto: "Colpisce particolarmente che tale decisione sia stata presa a seguito della richiesta dell'Ambasciata dell'Ucraina a Roma (sic!). Siamo testimoni, per l'ennesima volta, di una limitazione alla sovranità culturale dell'Italia da parte del criminale regime terroristico di Zelensky che, mediante i propri 'rappresentanti' in loco, 'ucrainizza' sistematicamente l'Italia". L’ambasciata ha inoltre ipotizzato che la decisione possa essere stata influenzata dal fatto che il Teatro riceva finanziamenti dalla Commissione Europea, che "può semplicemente 'chiudere il rubinetto' al teatro fiorentino per la presenza di artisti provenienti dalla Russia".

Il teatro: "Perdurare delle tensioni internazionali"

Il Maggio Musicale Fiorentino aveva motivato la sospensione dichiarando che il balletto "Pas de deux for toes and fingers", previsto il 20 e 21 gennaio 2026, sarebbe stato "momentaneamente sospeso" a causa "del perdurare delle tensioni internazionali che creano un clima che potrebbe pregiudicare il buon esito dello spettacolo". Spiegate inoltre dal teatro le modalità di rimborso, con richiesta da parte degli abbonati entro il 31 gennaio e il riaccredito in automatico sulla carta di credito per chi aveva acquistato il biglietto.

Le proteste sui social

Nei giorni scorsi, sul balletto in programma al Maggio, erano apparsi sui social commenti critici per la presenza di Svetlana Zakharova, nata in Ucraina, a Lutsk, ma con cittadinanza russa. In particolare la pagina "Network Associazioni per Ucraina" aveva scritto una lettera formale di protesta in cui l'artista veniva descritta come "vera e propria eroina di Putin", facendo riferimento al fatto che Zakharova è stata deputata della Duma dal 2007 al 2015, membro del partito "Russia Unita" dal 2007 e "firmataria nel 2014 di una lettera a sostegno dell'annessione illegale della Crimea e del Donbass". Nella lettera veniva richiesto alla direzione del teatro di "rivalutare la programmazione in oggetto".

Le repliche all'ambasciata russa

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha replicato: "Onestamente queste dichiarazioni le trovo prive di senso", aggiungendo che "mi ricordano le impostazioni molto oscure di una testata, la Pravda, che mi riporta al periodo sovietico". Giani ha sottolineato il contesto politico: "Sappiamo bene che la Russia è oggi paese oppressore di un paese che io considero a tutti gli effetti Europa come l'Ucraina" e ha precisato che "finché la Russia da paese oppressore non si muove e non si comporta sul tavolo di pace, è evidente che non si può confondere la politica con gli aspetti che riguardano la cultura".

Sulla vicenda è intervenuta anche la sindaca di Firenze, e presidente della Fondazione Teatro del Maggio, Sara Funaro, che ha definito "gravi e totalmente inopportune" le dichiarazioni dell’ambasciata russa.

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