Università di Firenze, al via la nuova Digital Library dell'Ateneo
Una collezione di oltre 200.000 immagini per circa 4.000 oggetti digitali, suddivisi in 15 collezioni documentarie, 3 fondi archivistici e 10 riviste: nasce “Impronte Digitali”, la nuova piattaforma del Sistema Bibliotecario dell’Ateneo fiorentino per archiviare, tutelare e rendere fruibile online il materiale storico e raro custodito dalle biblioteche Unifi.
Il convegno. Per presentare il nuovo strumento di supporto alla didattica e alla ricerca storico-bibliografica, accessibile su improntedigitali.unifi.it non solo alla comunità universitaria ma a tutti gli interessati, l’Università di Firenze organizza martedì 13 gennaio il convegno “Impronte Digitali, la nuova digital library delle biblioteche di Ateneo tra valorizzazione e tutela” (ore 10 – Aula magna di Via Laura, 48 – fruibile anche in diretta streaming sul Canale YouTube Unifi).
Dopo i saluti della prorettrice Unifi alla didattica Ersilia Menesini e del presidente del Sistema Bibliotecario di Ateneo Paolo Nanni e l’introduzione della direttrice tecnica dello Sba Claudia Burattelli, la docente Rossana Morriello (Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo) svolgerà una riflessione teorica sul valore e le criticità della digitalizzazione del patrimonio culturale, mentre i bibliotecari Unifi Simona De Lucchi e Andrea Urbini illustreranno il passaggio dai primi progetti di digitalizzazione alla creazione della piattaforma. Il successivo intervento di Federica D'Uonno (Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale - Digital Library, Ministero della Cultura) verterà sulla dimensione nazionale dei progetti di digitalizzazione, mentre Claudio Cortese, in rappresentanza del partner tecnologico 4Science, approfondirà le soluzioni software utili per costruire ecosistemi digitali per i beni culturali.
I materiali digitalizzati. Nella piattaforma, risultato di un percorso di valorizzazione di alcuni anni, è presente una prima selezione di oggetti di diversa natura come testi a stampa, tavole illustrate, disegni e foto con cui l’utente può interagire in modo dettagliato grazie a servizi avanzati di ricerca e visualizzazione.
Fra gli esemplari digitalizzati i più antichi sono 22 incunaboli (i primi libri a stampa pubblicati alla fine del XV secolo), edizioni di testi latini conservati in pochissimi, o unici, esemplari. Degni di ricordo anche i 18 manoscritti di Statuti di Comuni o Corporazioni databili fra il XVI e il XIX secolo provenienti dalla Biblioteca del Collegio degli Avvocati di Firenze e custoditi oggi presso la Biblioteca di Scienze Sociali. Nella piattaforma anche più di cento volumi appartenuti a Vincenzo Viviani, l’ultimo discepolo di Galileo, individuati presso la Biblioteca Biomedica, e il Fondo appartenuto al medico, naturalista e intellettuale Antonio Cocchi (1695-1758). Più di 20 volumi, inoltre, sono legati alla cronaca di viaggi intrapresi in terre lontane a scopi scientifici, fra cui il terzo viaggio di James Cook nell’Oceano Pacifico. “Impronte digitali” ospita anche le riproduzioni degli archivi fotografici della Scuola di Agraria e le raccolte di immagini riconducibili all’attività degli architetti Piero Sanpaolesi e Francesco Rodolico, oltre a riviste storiche, di argomento scientifico, storico e letterario, fra cui “Hermes”, di ispirazione dannunziana, e “Lacerba”, una delle riviste più significative dell’



avanguardia italiana.
La mostra. In otto sedi bibliotecarie dell’Ateneo, dal 13 gennaio al 10 febbraio, si terrà una mostra diffusa in cui saranno esposti alcuni originali dei testi digitalizzati, permettendo un confronto diretto tra la fisicità dei volumi e la loro “impronta” digitale (Maggiori dettagli).