Accorpamento scuole, allarme Flc Cgil: "Rischio commissariamento Toscana, inaccettabile"
La Flc Cgil Toscana denuncia la convocazione da parte del governo Meloni dei presidenti di quattro Regioni amministrate dal centrosinistra – Emilia Romagna, Sardegna, Umbria e Toscana – in merito al piano nazionale di dimensionamento della rete scolastica. Si tratta delle Regioni che si sono opposte agli accorpamenti di istituti previsti dal piano, che comporta "un taglio lineare di più di 5,3 miliardi di euro".
Secondo il sindacato, "con ogni probabilità, sarà deliberato il commissariamento di queste autonomie locali nella gestione delle politiche scolastiche, un’ipotesi inaccettabile e ingiusta". La Regione Toscana ha già presentato due ricorsi contro il decreto ministeriale che stabilisce il numero di autonomie scolastiche per il 2026-2027, che prevede "il taglio di 16 scuole, da accorpare con altre".
Il primo ricorso, alla Corte Costituzionale, "ha avuto purtroppo un esito negativo"; il secondo, al Presidente della Repubblica, affiancato da quello ad adiuvandum della Flc Cgil, si basa sulla contestazione del numero degli studenti toscani, che il Ministero dell’Istruzione avrebbe "contati in maniera errata… con più di 8.000 scolari in meno".
Alla presa di posizione delle Regioni, "la risposta del ministro Valditara è stata un ultimatum di 10 giorni, minacciando la perdita di alcune facilitazioni e la possibile nomina di un commissario". Un’eventuale nomina, probabilmente del Direttore generale dell’Usr Toscana, secondo il sindacato sarebbe "un altro esempio di centralizzazione e tentato logoramento dei poteri regionali, oltre che una forma vendicativa verso le amministrazioni che stanno difendendo una scuola diffusa sul proprio territorio".
La Flc Cgil Toscana ricorda di essere impegnata dal gennaio 2023, insieme alla Regione, in una "lotta serrata contro l’accorpamento delle scuole", che comporterebbe "l’impoverimento dei territori periferici, la diminuzione del diritto all’istruzione, la perdita di posti di lavoro". Una scelta definita "miope e puramente economicistica", che rischia di "minare la libertà di insegnamento e il ruolo costituzionale della scuola".
Il sindacato annuncia infine che "daremo sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori delle scuole colpite e a sostenere i ricorsi regionali".