Lavoratore reintegrato alla Pam, il legale: "Il test del carrello nuoce alla salute"
La sentenza su Fabio Giomi "fa storia" e riporta che il test del carrello "nuoce alla salute, cioè è in violazione dell'articolo 2087 del codice civile che ci dice che il datore di lavoro deve tutelare la salute e l'integrità morale e fisica del lavoratore".
A parlare è l'avvocato Andrea Stramaccia, legale della Cgil di Siena. Proprio lui ha seguito la vicenda di Giomi, cassiere Pam licenziato con il test del carrello. Ha commentato le motivazioni della sentenza del giudice del lavoro Delio Cammarosano che, il 29 dicembre, ha sancito l'illegittimità del licenziamento e il reintegro del lavoratore.
"Il test del carrello così non va, nuoce alla salute, è discriminatorio ed è addirittura persecutorio, secondo quanto ha detto il giudice - ha detto Stramaccia. - La motivazione è una motivazione importante perché di fatto dice il test del carrello così non si può fare, analizza tutte quelle che sono le domande nel ricorso che ha promosso Giomi, dichiarandolo il test del carrello discriminatorio e che, fatto così, vìola i principi di correttezza e buona fede".
Mariano Di Gioia, segretario generale Filcams Siena, ha aggiunto: ""La sentenza conferma le nostre ragioni, ma soprattutto siamo contenti e soddisfatti perché nelle more dell'intera sentenza riusciamo ad avere la soddisfazione nel dire che il test del carrello è illegittimo".