Crisi moda, Petrucci (FdI): "Ho invitato il Ministro Urso a incontrare i conciatori toscani del cuoio"
“Questa mattina ho invitato il Ministro del Made in Italy Adolfo Urso ad incontrare i conciatori del distretto toscano del Cuoio e il Ministro si è reso disponibile a farlo entro quest’anno” lo annuncia il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Diego Petrucci dopo aver avuto una interlocuzione con il Ministro che questa mattina ha partecipato all’inaugurazione di Pitti Immagine Uomo 109.
“Il Governo Meloni - prosegue Petrucci - si è impegnato nel sostenere il comparto in questo difficile frangente e gli viene riconosciuto dai rappresentanti del settore. Come non mai un governo italiano si sta adoperando per sostenere il Made in Italy, ne è l’ennesima riprova la lotta al fast fashion grazie all’introduzione di una microtassa sui piccoli pacchi provenienti dai Paesi extraUe e dalla Cina e il lavoro di concerto con l’Unione Europa. Anche per questo comparto così identitario del nostro tessuto produttivo, il Governo Meloni ha dimostrato di mantenere le promesse.
Sono particolarmente orgoglioso - conclude Petrucci - che proprio nella nostra Regione, qui a Pitti Uomo, per la prima volta il Ministero abbia aperto la casa del Made in Italy all’interno di una fiera, si tratta di un ufficio a cui le imprese possono rivolgersi per conoscere gli strumenti utili per il finanziamento e l’internazionalizzazione delle attività”.
"L’impegno del ministro Urso e del governo Meloni, che conoscevamo, ma che è stato ribadito oggi a Pitti è un’ottima notizia - dichiara l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Francesco Torselli, intervenuto alla cerimonia di apertura di Pitti Immagine Uomo -. È lo stesso spirito che anima il nostro lavoro al Parlamento europeo. L’ultra fast fashion è un modello economico aggressivo e scorretto che ha messo in ginocchio interi comparti produttivi italiani, dal tessile all’abbigliamento fino alla pelletteria: per questo auspichiamo quanto prima nuove regole per contrastarlo in maniera seria, sulle quali ci auguriamo la convergenza di tutte le forze politiche italiane, non soltanto del centrodestra".
"I dati – prosegue Torselli – sono una fotografia eloquente della dimensione del problema: nel solo 2024 sono entrati in Europa 4,6 miliardi di pacchi sotto la soglia dei 150 euro, il 90% dei quali provenienti dalla Cina. L’80% dei prodotti analizzati risulta non conforme agli standard UE, mentre oltre il 50% contiene merce contraffatta. Sono numeri che confermano la necessità di proteggere i nostri distretti e i nostri lavoratori. L’Italia sta guidando una battaglia sacrosanta per la difesa del nostro sistema produttivo e della qualità che ci rende unici nel mondo. Ci auguriamo che anche le altre forze politiche a Bruxelles vogliano unirsi a questa battaglia. Difendere il nostro tessuto produttivo non è un tema di bandiere, ma di responsabilità verso il Paese".
Fonte: Ufficio stampa