Federazione Giovani Socialisti Empolese-Valdelsa: "Sostegno al popolo iraniano"
Federazione Giovani Socialisti Empolese-Valdelsa sostiene il popolo iraniano. In Iran sono in corso proteste contro il governo e dall'Empolese è arrivata una nota di sostegno.
Nelle ultime tre settimane il popolo iraniano sta insorgendo contro il proprio governo. Il regime, autocratico e fondamentalista, degli Ayatollah sta scricchiolando sotto il peso dei propri fallimenti politici. A pesare sono la situazione economica, dove l'inflazione sta mangiando i risparmi degli iraniani, e la perfida repressione ai danni dei cittadini, specialmente delle donne, la cui unica colpa è stata quella di volere maggiore libertà, come quella di poter camminare per le strade senza velo. Dopo decenni di terrore e oscurantismo religioso finalmente gli iraniani, e soprattutto le iraniane, hanno preso coscienza della loro sottomissione a leggi arcaiche che sostanzialmente tengono il popolo schiavo di una classe dirigente miope o ottusa. La repressione non si è fatta attendere e già più di 500 sono le vittime o, come sono stati definiti dallo stesso Ayatollah, "nemici di Dio". Nonostante questa brutalità, tuttavia, il popolo iraniano ha superato la soglia massima di sopportazione e sembra che, ormai, il regime stia vivendo i suoi ultimi sospiri. Come Giovani Socialisti siamo, senza dubbio о perplessità, dalla parte degli insorti e abbiamo avviato una campagna social per sensibilizzare al tema. Ci stupisce, infatti, il silenzio politico attorno alle rivolte in Iran e auspichiamo un'azione maggiore, specie da parte dei partiti del centrosinistra. Quella alla quale stiamo assistendo, infatti, è una vera e propria rivoluzione popolare, partita dal basso e che sta scuotendo, con la forza di un terremoto, un regime le cui fondamenta sono ormai marce. Nessuna potenza straniera è al momento coinvolta, smentendo le calunniose accuse, che l'Ayatollah ha diretto verso i suoi stessi "sudditi", di essere al soldo di potenze straniere. Anzi, Reza Pahlavi, primogenito dell'ultimo re di Persia, ha dato la sua disponibilità per un governo di transizione e la possibilità di un referendum tra monarchia e repubblica una volta che la situazione nel paese si sarà stabilizzata. Dopo queste dichiarazione sono tornate a fioccare le vecchie bandiere della Persia, svontalate come simbolo di libertà dagli iraniani. Ci auspichiamo che altri seguano questo nostro appello alla solidarietà, non per noi ma per la libertà di un popolo.