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Sicurezza sul lavoro: la Toscana resta in fascia gialla

Registrate 46 vittime da gennaio a novembre del 2025

Nel quadro nazionale del rischio di morte sul lavoro aggiornato a novembre 2025, la Toscana si colloca in fascia gialla, con 46 vittime nei primi undici mesi dell'anno scorso, con un livello di incidenza inferiore rispetto alle regioni più critiche ma comunque significativo. La classificazione tiene conto dell’indice di incidenza medio nazionale, pari a 30,7 morti ogni milione di lavoratori, e fotografa una situazione ancora distante dagli standard di sicurezza auspicabili.

In base ai dati disponibili, la fascia di rischio più elevato, definita “zona rossa” per un’incidenza superiore del 25 per cento rispetto alla media nazionale, comprende Basilicata, Umbria, Puglia, Sicilia e Campania. Subito sotto, in “zona arancione”, si trovano Marche, Calabria, Liguria, Piemonte, Veneto, Abruzzo e Trentino-Alto Adige. La Toscana rientra invece nella fascia intermedia insieme a Emilia-Romagna, Sardegna, Molise e Lazio, mentre le condizioni migliori, classificate in “zona bianca”, riguardano Lombardia, Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia.

Guardando ai numeri assoluti, da gennaio a novembre 2025 le vittime sul lavoro in Italia sono state complessivamente 1.010. Di queste, 735 sono decedute in occasione di lavoro, con un aumento di quattro casi rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre 275 hanno perso la vita in incidenti in itinere, sei in più rispetto all’anno precedente. In questo contesto, la Toscana registra appunto 46 morti sul lavoro, un dato che la colloca a metà della graduatoria nazionale ma che conferma la persistenza di un fenomeno allarmante anche nella regione.

A livello italiano, il numero più alto di vittime in occasione di lavoro si concentra in Lombardia, seguita da Veneto, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte e Sicilia. La Toscana si posiziona subito dopo Puglia e Lazio, davanti a Marche, Liguria, Calabria e alle regioni con numeri più contenuti. Un quadro che, pur senza collocare la regione tra le realtà più a rischio, evidenzia come il tema della sicurezza resti centrale anche sul territorio toscano, dove il bilancio delle vittime continua a richiedere attenzione e interventi strutturali.

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