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Affitti brevi, Fagnoni contro le nuove regole Ue: "Attacco ideologico che non risolve l'emergenza casa"

Domanda case Toscana

Il presidente di Property Managers Italia: "Tetto massimo alle notti e limiti territoriali porteranno all'aumento dei prezzi e riduzione dell’occupazione"

"Colpire gli affitti brevi senza affrontare le vere cause dell’emergenza casa è un’operazione ideologica che distrugge valore, blocca gli investimenti e non riporta un solo appartamento sul mercato delle locazioni lunghe".

A dirlo è Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e Ceo di Apartments Florence, commentando le anticipazioni sulle nuove regole europee sugli affitti brevi annunciate dalla Commissione Ue, che prevedono tetti alle notti affittabili, limitazioni territoriali nelle aree a maggiore stress abitativo e nuove forme di regolazione del settore a partire dal 2026.

"L’ipotesi di un tetto massimo alle notti annue è emblematica e profondamente sbagliata: se oggi un immobile viene affittato 250 giorni l’anno, imporre il limite di 100 notti non lo farà tornare sul mercato delle locazioni lunghe. Al contrario, porterà ad aumentare i prezzi, ridurre l’occupazione e, spesso, anche il reddito complessivo e le imposte versate – spiega Fagnoni –. Il proprietario continuerà ad affittare per 100 giorni, non cambierà modello, perché la scelta dell’affitto breve nasce dalla mancanza di tutele sul lungo periodo. Nei restanti mesi l’immobile resterà vuoto: di certo non diventerà un 4+4".

"Quanto ai limiti territoriali, in Comuni come Firenze esistono già e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: nessuna riduzione dei canoni degli affitti lunghi, nessun aumento dell’offerta residenziale. In compenso – ricorda il presidente di Property Managers Italia e Ceo di Apartments Florence - si è ottenuta una depressione degli investimenti immobiliari e un vantaggio competitivo diretto per gli alberghi, che beneficiano di una minore concorrenza da parte dei privati".

"Si continua poi a parlare di combinare affitti brevi e altre forme di locazione come se fosse una novità, ma è esattamente ciò che i professionisti fanno già. Il problema è che molte case destinate ai turisti non sono adatte agli studenti: sono troppo costose, con finiture delicate e un target completamente diverso. Pensare che possano risolvere il problema abitativo – nota Fagnoni – è una semplificazione che non regge ai fatti".

"Il vero grande assente del dibattito sia europeo che italiano è la tutela della proprietà: finché la morosità colpevole resta un rischio enorme, con sfratti lunghi, costi legali e canoni persi, i proprietari non torneranno sul lungo periodo. Colpire gli affitti brevi senza intervenire su questo nodo – conclude Fagnoni è come curare la febbre rompendo il termometro: una misura simbolica che non risolve nulla".

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