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Firenze, riaperto il 'cold case' di Clelia Cuscito: possibile legame col Mostro di Firenze

Il caso è riemerso dopo il deposito di un atto presentato oggi alla Procura di Firenze

Torna all'attenzione un cold case del 1983: l'omicidio di Clelia Cuscito, prostituta ed ex infermiera di 37 anni, uccisa il 14 dicembre 1983 nel capoluogo toscano. Il caso è riemerso dopo il deposito di un atto presentato oggi alla Procura di Firenze. Secondo quanto riportato nell'esposto, emergerebbero nuovi elementi che collegherebbero il delitto ai delitti del Mostro di Firenze, indicando anche l’identità di un possibile responsabile mai indagato in precedenza. A presentare l’esposto è l'avvocato Mattia Alfano, che domani terrà una conferenza stampa per illustrare i contenuti dell’iniziativa.

Secondo l'avvocato Alfano, la soluzione del caso "potrebbe gettare nuova luce sui delitti del Mostro". L'esposto individuerebbe un presunto responsabile tuttora in vita e suggerisce alla Procura di procedere con specifici accertamenti investigativi. La pista indicata chiamerebbe in causa un contesto più ampio, legato a un mondo sommerso di prostituzione e pornografia amatoriale.

Il lavoro alla base dell'esposto si è avvalso anche del contributo del giornalista Matteo Calì e del consulente Loris Bonacci Martinelli. La conferenza stampa è in programma domani alle ore 12 nello studio legale Alfano, in via Lamarmora 51.

L'omicidio di Clelia Cuscito rientra in una serie di quattro delitti irrisolti di prostitute uccise a Firenze tra il 1982 e il 1984, episodi che nel corso degli anni sono stati più volte considerati dagli inquirenti come possibili contesti collegabili ai delitti delle coppiette, inclusi quelli attribuiti ai cosiddetti 'compagni di merende'.

La nuova ricostruzione, tuttavia, prometterebbe di portare elementi finora ignoti, fino alla possibile individuazione dell’assassino.

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