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Biblioteche scolastiche, convegno a Empoli. Manetti: "Presidi culturali e educativi"

Cristina Manetti

“Le biblioteche scolastiche sono fondamentali presìdi culturali e educativi, veri e propri nodi strategici del sistema culturale e sociale dei territori. E il bibliotecario è figura chiave nel lavoro formativo di educazione alla cittadinanza attiva e consapevole dei cittadini di domani. Affermo questo con forza e convinzione a poche ore da una fatto terribile e sconvolgente, la morte di uno studente accoltellato nei locali della scuola da un coetaneo. E’ una tragedia che ci interroga tutti, donne e uomini delle istituzioni e della scuola, e che ci richiama al dovere di rafforzare l’impegno per fare delle nostre comunità e delle nostre scuole i luoghi dove si aiuta prima di tutto a capire il valore della vita, l’amore per i propri diritti e il rispetto per quelli degli altri. E’ di oggi anche lo notizia di una cosiddetta ‘lista di stupri’ apparsa in una scuola di Siena. Non è goliardia, ma anche questo un segnale di quanto sia urgente affrontare il tema di una ‘incultura’ della violenza e della sopraffazione che insidia la quotidianità troppi giovani. Oggi, discutendo qui di biblioteche nelle scuole e di accesso al patrimonio di conoscenze e memoria che i libri e i documenti rappresentano, è anche di questo che parliamo.”

Questo uno dei passaggi dell’intervento dell’assessora regionale alla cultura, Cristina Manetti, che ha partecipato stamani, alla Biblioteca comunale “Renato Fucini di Empoli, al convegno “Bibliotecari scolastici, costruttori di futuro”, una giornata nazionale di studio organizzata Associazione italiana biblioteche (Aib) per avviare la riflessione  sulle modalità di traduzione dei principi del Manifesto Ifla-Unesco 2025.

“La collaborazione tra il sistema documentario regionale e la scuola – ha poi detto Manetti – è da sempre elemento che caratterizza le esperienze migliori del nostro territorio. E non è soltanto la manifestazione di una doverosa vocazione al lavoro comune tra istituzioni, ma è la premessa per garantire, in maniera concreta, la possibilità di fruire di diritti e di opportunità. Penso, ad esempio, alla garanzia di equità che solo una rete bibliotecaria regionale solida può offrire, abbattendo barriere geografiche e sociali. E ancora al ruolo di motore della coesione sociale che biblioteche e archivi svolgono per la custodia di una memoria collettiva capace di farsi identità viva e vissuta, l’antidoto più potente alla povertà educativa e all’emarginazione culturale. In ultimo – ha detto l’assessora – ricordo anche la tutela della bibliodiversità che, in un mercato sempre più globale e omologato, il lavoro di rete tra i nostri istituti riesce a garantire esaltando il ruolo e il valore di tanti contenuti locali e specialistici”.

“Il nostro impegno – ha concluso l’assessora – è dunque quello di continuare a promuovere e a rafforzare queste politiche di rete, puntando sempre più sulla cultura come energia in grado di generare futuro”.
La mattinata empolese dell’assessora Manetti si è conclusa all’ospedale San Giuseppe dove, accompagnata dal sindaco della città Alessio Mantellassi, ha visitato la mostra “Provincia Novecento. Arte a Empoli 1925-1960”.

Fonte: Regione Toscana - ufficio stampa

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