Milano Unica 2026: la 42esima edizione si apre con 95 aziende pratesi
E' un'edizione con una data insolitamente precoce la 42a di Milano Unica, incentrata sulle collezioni primavera-estate 2027: la collocazione temporale a gennaio anziché a febbraio si è resa necessaria per evitare concomitanze con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Un calendario, quello di Milano Unica, che è quindi quest'anno molto distanziato da Première Vision, in apertura a Parigi il 3 febbraio.
Rimane molto consistente la presenza dei produttori del distretto di Prato alla fiera milanese: 95 imprese, lo stesso numero della corrispondente edizione del 2025.
Nel contesto complesso dell'andamento del settore moda, le fiere di questo inizio anno (da ricordare anche Pitti Filati, che apre a Firenze il 21 gennaio) assumono una valenza particolarmente significativa.
Gli ultimi dati disponibili per la produzione di tessuti del distretto tessile pratese evidenziano che il comparto ha chiuso il 2024 con un calo del -5,8% di attività sull'anno precedente; modesto ma sensibile l'incremento della media della produzione nei primi 9 mesi del 2025, con +1,9% sullo stesso periodo del 2024. Nelle esportazioni 2025 fino a settembre si è registrato per i tessuti trama-ordito per abbigliamento +3,3% in valori*. Negli stessi mesi i mercati esteri in aumento per le vendite di tessuti pratesi sono stati Spagna, Germania, Romania, Marocco, Francia e Regno Unito, mentre c'è stata una lieve contrazione per l'export verso gli Stati Uniti.
"Nelle imprese pratesi c'è naturalmente piena coscienza e non poca preoccupazione per la delicatezza di questo momento, complicato per tutto il mondo della moda, ma anche grande fiducia nelle proprie capacità di intercettare i minimi spiragli che si aprano nel mercato stagnante del settore - commenta Giovanni Gramigni, nella sua doppia veste di presidente del consorzio Pratotrade e di coordinatore del gruppo Produttori di tessuti della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord -. Del resto a Prato punti di forza significativi esistono e sono in linea con alcuni dei fattori chiave che caratterizzano il mondo della moda attuale: l'attenzione per la sostenibilità, una creatività che davvero non ha eguali nell'ideare e progettare prodotti innovativi e una filiera con specializzazioni forti in grado di realizzarli. Proprio sul versante della filiera si stanno concentrando molti dei nostri sforzi: per qualificarla, ma anche per rendere leggibili le evoluzioni che ci sono state al suo interno e che sono ancora in corso. Didip, la piattaforma digitale pensata per la condivisione dei dati fra le aziende, va in questa direzione: il cammino per la sua realizzazione è stato già intrapreso con determinazione. Didip consentirà processi ottimizzati, più facili e veloci, agevolando in maniera decisiva la tracciabilità delle lavorazioni. Produrre tessuti di qualità è oggi difficile, a causa della domanda imprevedibile, della frammentazione degli ordini, della richiesta di un servizio estremamente veloce, di vincoli normativi europei talvolta penalizzanti; produrli in Italia, poi, è ancora più arduo, a causa di gap importanti come quello dei costi energetici. Un problema serio per la nostra competitività, questo, in un mondo in cui il fattore prezzo pesa moltissimo anche sui semilavorati di gamma elevata. Inoltre alcune novità degli ultimi mesi, come i dazi introdotti dagli Stati Uniti, rappresentano per i commerci un ostacolo che potrebbe amplificare i suoi effetti nel prossimo futuro. Uno spiraglio viene dall'accordo col Mercosur: i mercati sudamericani possono diventare rilevanti, non tanto direttamente per i nostri tessuti quanto per un auspicabile incremento di domanda di abbigliamento di livello coerente con le produzioni pratesi. Partiamo per le fiere decisi a valorizzare al massimo i nostri prodotti e a difendere il tessile di Prato. L'affanno che si registra nelle aziende, e che ha reso frequente il ricorso alla cassa integrazione - strumento, voglio sottolinearlo, che serve a mantenere in azienda i nostri collaboratori e a garantire la continuità delle competenze -, rappresenta una fase, che come tutte le fasi avrà un suo termine."
Le aziende pratesi produttrici di tessuti sono 230 con 3.900 addetti diretti. Le ultime stime indicano per queste aziende più di 1,6 miliardi di euro di fatturato: gran parte (quasi il 75% nel 2024) è generato dall'export, che nel 2024 è stato di 1,15 miliardi di euro, in contrazione del 5% sul 2023, dopo la forte crescita dovuta anche all'aumento dei prezzi delle materie prime del 2022. Il 60% di tali esportazioni è composto da tessuti trama-ordito, mentre il restante 40% è costituito da tessuti diversi come per esempio tessuti a maglia, jacquard, speciali, tecnici, spalmati, velluti e tessuti a pelo.
La percentuale di tessuti destinati all'abbigliamento sul totale della produzione si stima possa attestarsi al 70%.
Fonte: Confindustria Toscana Nord -Ufficio stampa