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Empoli in piazza per l'Iran: diritti e democrazia al centro, ma anche opinioni diverse sulla mobilitazione

M5S: "Solo strumenti leciti dell’ONU per sostenere l’Iran", BE: "Condanna già espressa ufficialmente, non strumentalizziamo la piazza"

Nonostante il freddo e il vento, ancora una volta Empoli risponde 'presente' e scende in piazza al fianco del popolo iraniano nel presidio di ieri, 20 gennaio, di fronte alla Tenda della Pace in piazza della Vittoria, promosso da Partito Democratico, Sinistra Italiana, Europa Verde Empoli e Azione di Empoli.

Accanto agli organizzatori erano presenti numerosi rappresentanti istituzionali e politici: il sindaco Alessio Mantellassi, alcuni assessori, la consigliera regionale Brenda Barnini, oltre a esponenti di altre forze politiche empolesi come Jacopo Maccari per il Movimento 5 Stelle e Giulio Pieroni per Buongiorno Empoli. Proprio quest’ultimo gruppo consiliare, nei giorni scorsi, aveva avviato una riflessione sull'opportunità di scendere in piazza al fianco del popolo iraniano per chiedere al governo italiano una condanna che, come sottolineato nella nota, "è già stata più volte espressa ufficialmente".

Ad aprire gli interventi è stato Fabio Barsottini (PD), che ha spiegato come il presidio nasca dalla volontà di rompere "un muro di indifferenza, e forse anche di ipocrisia", riportando al centro dell'attenzione i diritti individuali e collettivi del popolo iraniano. La coalizione, spiega Barsottini, "si impegna a scrivere un testo unitario in cui verrà chiesto alle istituzioni di tutti i livelli - dai governi cittadini a quelli nazionali - di lavorare con la diplomazia per il raggiungimento della pace".

"Ci rivolgeremo al Governo italiano - ha aggiunto Massimo Marconcini (SI) - per chiedere di fare tutto il possibile per aiutare queste persone. Dobbiamo stare con l’Iran e con quel popolo che sta vivendo una situazione insostenibile".

In linea con gli altri due Luca Ferrara (Empoli in Azione), che ha spostato l'attenzione sul fatto "Essere qui vuol dire è segno di voler stare accanto a quelle persone che stanno lottando per i loro diritti", ricordando che sono "vicini a tutte le popolazioni oppresse", non soltanto quella iraniana: "si manifestava per la Palestina e ci siamo scordati di quello che succede in Iran, in Sudan e nelle altre 56 guerre attive nel mondo. Siamo qui in piazza per tutti coloro che si battono per i loro diritti, ribadendo la necessità di difendere i diritti conquistati e permettere a tutti di potersi esprimere liberamente".

Sul piano istituzionale è intervenuta Brenda Barnini, ricordando la recente mozione approvata dal Consiglio regionale della Toscana, che impegna la giunta ad attivarsi nei confronti del Governo affinché presidi e ambasciata italiana possano diventare luoghi di accoglienza per chi fugge dalla repressione e affinché "il nostro Governo faccia la propria parte in materia di diritto internazionale, recentemente martoriato", con un riferimento all'intervento statunitense in Venezuela.

"Oggi è giusto che tutto il mondo libero e democratico si mobiliti e esprima solidarietà a questo movimento di libertà e metta al centro i bisogni e i diritti della persona in tutto il mondo e in tutti gli scenari - ha detto il sindaco Alessio Mantellassi -. Non ci possono essere forze nazionali che possono sostituirsi altre forze nazionali e che possono autodefinirsi come superiori ad altri. Per dirimere i conflitti, non servono rapporti di forza ma il diritto internazionale e un'Europa più unita e meno timida".

Il nodo politico più significativo del presidio è emerso negli interventi delle altre forze politiche empolesi, che pur condividendo la condanna della repressione iraniana hanno posto l'accento su modalità e limiti dell'azione internazionale.

Per il Movimento 5 Stelle, Jacopo Maccari ha ribadito un sostegno "senza ambiguità" al popolo iraniano, condannando con fermezza violenze, torture, censura e negazione dei diritti fondamentali. Allo stesso tempo, ha sottolineato come il sostegno debba avvenire con "strumenti legittimi e leciti che ci mette a disposizione l’Onu e il diritto internazionale, senza supportare o avvallare interventi estremi come quelli militari". Il cambiamento deve nascere dall'autodeterminazione del popolo iraniano, ricordando come interventi armati in altri contesti, come Afghanistan, Iraq, Siria e Libia, siano "tutti interventi in cui in nome della democrazia e della libertà sono stati svolti dei veri e propri interventi militari che hanno lasciato il popolo e la società più distrutta, più deficitaria e instabile rispetto a come era inizialmente".

A chiudere gli interventi Giulio Pieroni per Buongiorno Empoli, che ha condiviso le riflessioni precedenti, auspicando anzitutto "l'autodeterminazione dei popoli", in riferimento a un possibile intervento militare nel Paese e la "condanna ai fondamentalismi religiosi e le teocrazie".

BE aveva fatto notare nei giorni scorsi il paradosso di una mobilitazione volta a fare pressione sul Governo italiano affinché condanni il regime iraniano, una condanna che - come sottolineato - "è già stata più volte espressa ufficialmente". Una differenza sostanziale, secondo il gruppo, rispetto alle manifestazioni su Israele e Venezuela, nelle quali le richieste rivolte al Governo riguardavano prese di posizione contro l'attacco di Trump e contro le operazioni militari del Governo Netanyahu a Gaza. Per questo, durante il presidio, Buongiorno Empoli ha ribadito la propria distanza dagli organizzatori.

Nel riconoscere la complessità e la polarizzazione del contesto iraniano, Buongiorno Empoli ha ribadito: "nel condannare le oppressioni coloniali risponderemo presenti, così come abbiamo sempre condannato altri contesti violenti, guardando non solo all'Iran ma anche e soprattutto a Israele".

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