A Scandicci la posa della prima pietra d'inciampo
Un'iniziativa aperta alla cittadinanza, per celebrare la posa della prima pietra d'inciampo del territorio di Scandicci. Sarà quella che si terrà venerdì 30 gennaio, a partire dalle 10,30, all'auditorium di piazzale della Resistenza. Nel corso dell'evento saranno proiettate anche le immagini della cerimonia di posa (accesso solo su invito), che avverrà all'ingresso di Villa di Castelpulci il 27 gennaio in occasione del Giorno della Memoria.
Alla mattinata in auditorium saranno presenti anche gli studenti delle scuole. In particolare quelli della terza C e della terza H della scuola media Rodari, che grazie al loro lavoro di ricerca hanno fatto luce sulla storia di Rebecca Corinna Mieli, ricoverata nell'ospedale psichiatrico che aveva sede a Villa di Castelpulci e deportata ad Auschwitz il 20 maggio 1944, dove venne assassinata poco più di un mese dopo. I ragazzi racconteranno la figura di Rebecca, e il lavoro che hanno portato avanti, con una "performance della memoria". Inoltre verranno verranno proiettati i documenti reperiti dagli studenti e si potrà assistere a interventi musicali di due classi della scuola Rodari e del Coro delle voci bianche della Scuola di Musica di Scandicci. Tra i presenti, la sindaca Claudia Sereni, Barbara Trevisan, componente del Comitato della Memoria, Nicole Riva, la professoressa che ha guidato i ragazzi nella ricerca, e la dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo Rossella Casini Linda Di Ielsi.
Chi era Rebecca Corinna Mieli:
nata a Livorno il 19 febbraio 1866, Rebecca Corinna Mieli fu prelevata dall'ospedale psichiatrico di Villa di Castelpulci il 20 maggio 1944. Fu trasferita prima nel campo di concentramento di Fossoli con il convoglio numero 13 partito dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, e poi ad Auschwitz, dove morì il 30 giugno 1944. Nei documenti dell'ospedale era registrata come Corinna Mieli: qualcuno cercò di proteggerla, evitando di inserire il suo primo nome, che rimandava direttamente all'Antico Testamento.Questo però non basto a sottrarla alla furia nazista.
Le Pietre d'inciampo:
Le 'Stolpersteine', ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le vittime nel nazifascismo, sono blocchetti di cemento rivestiti con una lastra di ottone e inseriti nel selciato davanti all'ultima dimora della persona deportata nei campi di sterminio. Su ogni pietra sono riportati i dati essenziali: nome e cognome, anno di nascita, data e luogo di deportazione, e, quando noto, data e luogo di morte. L’idea è che il passante 'inciampi' simbolicamente nella memoria, fermandosi a leggere e a ricordare.
Fonte: Comune di Scandicci - Ufficio stampa