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Cultura: Viareggio si prepara al Carnevale 2026, Saccardi visita la Cittadella

Da sx a dx: Presidente Fondazione Carnevale Marialina Marcucci; Presidente Consiglio Regionale Stefania Saccardi

Da sx a dx: Presidente Fondazione Carnevale Marialina Marcucci; Presidente Consiglio Regionale Stefania Saccardi

La presidente del Consiglio regionale: "È una delle eccellenze della Toscana conosciute nel mondo. Questi hangar sono un crogiolo di lavoro, fantasia e intelligenza, dove l’immaginazione cammina di pari passo con la riflessione"

Sono impegnati negli ultimi ritocchi alle loro macchine sceniche viaggianti i maestri costruttori, quando la presidente Stefania Saccardi entra in uno dei sedici hangar dove si lavora senza sosta.

È da qui, dalla Cittadella del Carnevale di Viareggio — dove l’attività dei carristi dà vita a un’immensa scenografia animata tutto l’anno, ora al massimo dell’efficienza — che la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi inizia la sua visita, alla vigilia della sfilata che il primo febbraio aprirà il Carnevale 2026.

Fino al 21 febbraio sei corsi mascherati sui viali a mare, dominati dai celebri giganti di cartapesta, daranno vita a uno dei grandi eventi culturali italiani, che ogni anno richiama oltre 600mila visitatori da tutto il mondo.

Guerra, ambiente, potere, finanza, identità: come in ogni edizione, il Carnevale di Viareggio si fa specchio del nostro tempo, con uno sguardo disincantato ma mai privo di speranza, trasformando la satira in un linguaggio visivo capace di raccontare il presente con ironia, forza teatrale e immaginazione.

Stefania Saccardi gira intorno alle opere maestose che tra pochi giorni sorprenderanno migliaia di persone e che sono la sintesi sapiente di strutture in ferro, argilla e gesso, carta di giornale e colla, macchinari per movimenti meccanici e impianti audio-luci.

La accompagna Marialina Marcucci, presidente della Fondazione Carnevale, che la omaggia in amicizia della tipica spilla “Burlamacco”, immagine ufficiale del Carnevale di Viareggio, simbolo della città, creata da Uberto Bonetti nel 1931.

È la prima volta che visito questo luogo — dice Saccardi quasi magico, dove artisti, artigiani, ingegneri e tecnici trasformano una lettura della realtà in carri e creano uno spettacolo straordinario. È una delle eccellenze della Toscana conosciute nel mondo. Questi hangar sono un crogiolo di lavoro, fantasia e intelligenza, dove l’immaginazione cammina di pari passo con la riflessione. Tutti dovrebbero visitarli almeno una volta, così come il Museo del Carnevale, un patrimonio unico che racconta la storia del Carnevale di Viareggio dal 1873 fino al 2001, anno di inaugurazione della Cittadella, mostrando l’evoluzione dell’evento e il lavoro degli artisti”.

Il Carnevale di Viareggio — aggiunge Marcucciè ogni anno un grande luogo di informazione e di denuncia, ma anche di speranza. Raccontare ciò che accade e immaginare ciò che accadrà fa bene a tutti: generazioni, famiglie, nonni, bambini, adulti. Durante quei giorni si respira un’atmosfera di speranza e di pace, che nutre l’animo e rafforza la comunità”.

Girando tra le enormi macchine sceniche, Saccardi si sofferma, osserva ammirata, fa domande e parla con gli artisti e gli artigiani.

Qui ognuno è libero di esprimersi — conclude — di scegliere le tematiche dei carri e di costruire un’idea, un’opinione, una visione del mondo e del futuro. È uno spazio di libertà, ma anche di grande artigianato e competenze. Dimostra che il Carnevale di Viareggio non si esaurisce nei giorni della sfilata, ma continua tutto l’anno. Ogni carro mostra mesi di fatica, qualità e lavoro, e non rappresenta solo un’espressione artistica, ma una vera e propria visione del mondo, un messaggio che testimonia l’eccellenza culturale e artigianale della Toscana e il valore del lavoro necessario per far vivere una tradizione che unisce la comunità e promuove la nostra identità nel mondo”.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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