In migliaia a Massa per la manifestazione Cgil contro la repressione del dissenso
Migliaia di persone hanno sfilato stamani a Massa alla manifestazione regionale organizzata dalla Cgil Toscana contro la repressione del dissenso. Il corteo, composto da cittadini, società civile, politica, sindacato, è partito da piazza IV novembre, di fronte alla stazione ferroviaria, mentre le conclusioni si sono svolte in piazza Aranci.
Qui, dal palco, ha detto Rossano Rossi, segretario generale Cgil Toscana: “Oggi siamo qui intanto per rimarcare le ragioni delle mobilitazioni per la Palestina, perché il genocidio è tutt’altro che finito e il massacro sta ancora andando avanti. E poi perché ci sentiamo partigiani della Costituzione in quanto oggi viene messa in discussione la libertà di protestare. Oggi la posta in palio è l’essenza della Costituzione. La manifestazione di oggi lancia un messaggio chiaro: è inaccettabile che il dissenso sociale e politico venga trattato come un problema di ordine pubblico e che la protesta venga trasformata in reato. Siamo pronti anche ad uno sciopero generale su questa questione perché così si comprimono spazi democratici fondamentali e si colpiscono persone che chiedono pace, diritti e giustizia. In Italia c’è un clima veramente preoccupante, creato dal governo, di repressione del dissenso, di criminalizzazione della protesta: chi protesta per la giustizia sociale, per la pace e contro la guerra, per il lavoro. Questo governo non è disposto a sentire chi la pensa diversamente”.
La manifestazione era originata dalla volontà di esprimere solidarietà a sindacalisti, esponenti della società civile e giovani raggiunti nei giorni scorsi dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari della Procura massese relativo ai fatti avvenuti il 3 ottobre 2025 presso la stazione ferroviaria di Massa Centro, nel corso di una manifestazione in occasione dello sciopero generale contro il genocidio in Palestina. L’atto riguarda 37 persone, tra cui il segretario organizzativo della Cgil Toscana Paolo Gozzani, il segretario generale di Cgil Massa Carrara Nicola Del Vecchio, i segretari generali della Fp e della Fiom di Massa Carrara Alessio Menconi e Umberto Faita. E’ in piedi l’ipotesi di uno sciopero generale da parte della Cgil in tutta la Toscana, che si farà ove si passasse dagli atti di indagine al rinvio a giudizio delle 37 persone raggiunte dall’avviso della Procura massese sui fatti dello scorso 3 ottobre. La Cgil Toscana lunedì prossimo aprirà una sottoscrizione per coprire le spese giudiziarie.
Ha aggiunto Rossi: “Quanto sta accadendo non può essere letto come un fatto isolato. In molte parti del mondo assistiamo a una crescente repressione del dissenso, alla criminalizzazione delle proteste e all’uso degli strumenti di sicurezza per limitare diritti e libertà fondamentali. È un clima internazionale segnato dalla violazione sistematica del diritto internazionale e dei diritti umani. In Italia poi si usano due pesi e due misure verso chi manifesta: non si fa assolutamente nulla se c’è il supporto di qualche esponente del centrodestra o se si fanno saluti romani”.
Ha concluso Rossi: “È una battaglia che riguarda ognuno e ognuna di noi. Perché quando si colpisce il diritto di manifestare di alcuni, si mette in discussione la libertà di tutte e tutti. Noi non staremo zitti. Difendere chi oggi è sotto accusa significa difendere il diritto collettivo a esprimere il proprio pensiero, a dissentire, a partecipare alla vita democratica del Paese”.
Per Del Vecchio oggi è stata “una manifestazione partecipatissima, che ha animato la città di Massa come non si vedeva da anni. Questa è la risposta migliore che potesse essere data. È anche la risposta che la città ha voluto dare ai provvedimenti adottati dalla giunta comunale, provvedimenti che hanno criminalizzato il dissenso e tentato di alzare artificialmente la tensione sociale. E invece questa piazza, così partecipata e così bella, ha dimostrato tutt’altro: che i nostri valori – che sono poi i valori della Costituzione – libertà, democrazia e partecipazione, hanno prevalso su chi voleva rappresentare questa mobilitazione in modo completamente diverso”