Furto di fucili a San Casciano, banda butta cassaforte dal secondo piano e fugge con armi
Furto a San Casciano Val di Pesa, dove una banda composta da quattro-cinque persone, con il supporto di un basista, ha messo a segno il colpo in un’abitazione dell’area nord del paese, portando via una collezione di fucili perfettamente funzionanti. L’episodio risale al pomeriggio di sabato 24 gennaio ed è ora al centro delle indagini dei carabinieri.
Secondo la ricostruzione, i ladri hanno preso di mira un appartamento all’ultimo piano di una palazzina in una zona residenziale già colpita in passato. Approfittando dell’assenza della moglie del proprietario e della momentanea presenza di quest’ultimo nel garage, la banda avrebbe scalato i tubi esterni dell’edificio, evitando le scale comuni. Una volta all’interno, i malviventi hanno divelto l’armadio blindato contenente fucili e munizioni e lo hanno gettato dalla terrazza nella corte retrostante, per poi caricarlo rapidamente su un’auto parcheggiata vicino allo stabile e fuggire.
Il proprietario ha udito un forte rumore, inizialmente scambiato per un incidente stradale. Solo in un secondo momento ha compreso di essere stato vittima del furto. Una vicina, affacciatasi per lo schianto, è stata addirittura sbeffeggiata da uno dei ladri. Il furto sarebbe avvenuto dopo le 19. Sul posto è intervenuta una pattuglia del Radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Scandicci, che ha raccolto la denuncia.
Preoccupa il fatto che la banda sia ora in possesso di armi da fuoco mantenute in efficienza e pronte all’uso. L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di furti e truffe agli anziani che, dalla primavera 2025, interessano l’area della Val di Pesa, del Chianti Fiorentino, del Valdarno e fino ai confini con la provincia di Siena. Nelle settimane precedenti erano state colpite Tavarnelle e Mercatale, mentre altri colpi minori si sarebbero verificati nella stessa zona di San Casciano.
Sui social cresce la rabbia dei residenti, che denunciano una continuità criminale mai vista in territori un tempo considerati sicuri e chiedono una maggiore videosorveglianza pubblica sugli snodi stradali e lungo la superstrada Firenze-Siena.