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Giorno della Memoria, 'Auschwitz' apre alla cittadinanza: lo spettacolo in scena a Fucecchio

Lo spettacolo in scena all'Auditorium 'La Tinaia' il 27 gennaio alle 19.30. L’ingresso è un contributo associativo di €7 che verrà devoluto al WFP/World Food Programme per inviare cibo a Gaza

Ieri mattina, quando ho visto i ragazzi avvicinarsi al cancello, ho pensato a quello che in quel momento stavano provando e mi sono ricordata ciò che avevo provato io. Mi sono vista in mezzo a loro, insieme alla mia classe ma da un tutt’altro punto di vista. Pensavo a come e per quanto tempo questo spettacolo rimarrà impresso in loro, come è successo a me e a tutti i ragazzi che lo hanno visto.” Sono le parole di Emilia Menichetti, 25 anni, fucecchiese. Aveva visto Auschwitz per la prima volta 12 anni fa nel 2014 quando era in terza media alla scuola Montanelli-Petrarca.

Mi ricordo bene l’atmosfera della scena iniziale davanti il cancello” - continua Emilia – “era freddo e mi sentivo intimorita. La scena che ho impressa meglio nella mente è quella delle latrine, in particolare perché uno dei deportati si trascinò accanto le mie gambe e mi fece prendere uno spavento. Nella scena delle docce, persi al buio la mia amica Virginia. Rimasi distaccata dal gruppo e provai un grande senso di smarrimento, terrore e solitudine. Allora, non avrei mai immaginato che un giorno sarei diventata anch’io attrice in questo spettacolo impressionante.

Il lavoro rende liberi”: è la scritta che accoglieva i deportati all’ingresso di Auschwitz. Il cancello di cui parla sopra Emilia, porta la stessa scritta che sta accogliendo, questa settimana, all'Auditorium “La Tinaia”, centinaia di ragazzi delle scuole medie di Fucecchio e del circondario fino ad arrivare a Pistoia. Il lager è qui, oggi, il passato bussa alla porta e abbiamo il dovere di ascoltarlo, di essere testimoni.

Da diciassette anni, ormai, lo spettacolo Auschwitz di Firenza Guidi, con la compagnia permanente di Elan Frantoio, ha emozionato e fatto riflettere migliaia di ragazzi delle scuole e di adulti. Si varca la soglia del campo di concentramento e già non si è più uomini o donne, non si ha più un’identità, al suo posto un numero; viene il momento della spogliazione e della rasatura, la dignità viene strappata via, si indossano le uniformi e si diventa oggetto fra gli oggetti; ci si aggira in un mondo fuori dal tempo fatto di pile di vestiti, scarpe, montagne di oggetti che prima appartenevano a qualcuno. Si avanza al ritmo della marcia, si ha l’immagine del lavoro forzato, massacrante, al freddo per ore, senza fine, corpi stremati piagati da torture sotto le quali è facile cedere. Il male è una mente lucida e minuziosa, niente è lasciato al caso.

"Da anni – ribadisce la Sindaca Emma Donnini – “la performance di Firenza Guidi e degli artisti di Elan Frantoio, dedicata all'orrore di Auschwitz, costituisce un punto fermo per la nostra Comunità e per tanti visitatori. Si tratta di un'occasione tanto più necessaria oggi, giorno in cui abbiamo consegnato la cittadinanza onoraria a Vittoria Tognozzi, Commendatrice della Repubblica italiana. Grazie a Firenza e al suo team, che ci ricordano l'importanza della Memoria in un mondo che ogni giorno di più scivola verso incomprensione, violenza, sopraffazione".

È “la macchina”, un meccanismo dal rigore matematico, sempre in movimento, che calcola tutto: un ingranaggio perfetto con i ritmi di una fabbrica, perché l’Olocausto è applicazione quotidiana di gesti semplici e monotoni. “Non è possibile chiudere gli occhi davanti ai cambiamenti che stanno modificando la geografia politica ed economica in cui viviamo – dice la Guidi - Anche spettacoli come Auschwitz e Anna Frank devono riflettere questi cambiamenti e devono essere messi sotto scrutinio. Dobbiamo continuare a far pensare piccoli e grandi in maniera critica sulle insidie di un mondo sempre più alimentato da post-verità - non c’è più un nemico unico, univoco e identificabile - siamo sempre di più invischiati in prima persona. È mio e nostro compito allargare lo sguardo critico ai conflitti che ci circondano ora e oggi e che, per motivi economici e politici, alimentano stragi.” È  anche per questo motivo che la regista e la sua compagnia hanno deciso di devolvere i contributi della serata al WFP/World Food Programme per inviare cibo a Gaza.

Si percepisce un cambiamento nei giovani spettatori – dice la regista – come un entrare ragazzini e uscire con una sorta di maturità: piccoli segni, nel modo in cui parlano, nell’attenzione, nel loro silenzio, negli occhi lucidi anche dei ragazzi a prima vista più scettici, come se qualcosa fosse stato assorbito nella pelle per poi essere col tempo metabolizzato. La performance ha una responsabilità, si sporca le mani, tenta di creare un dialogo. E le reazioni dei ragazzi sono un dono che torna ai performer”. A fare da guida, in questo percorso di terrificante disumanizzazione, la voce. C’è quella distaccata della guida, perché in primo luogo è necessario capire e conoscere con la mente. C’è quella flebile e spezzata di uomini e donne che hanno vissuto l’orrore, perché in secondo luogo bisogna capire con i sensi. E c’è, infine, la voce corale, imponente, di milioni di vittime che rivendicano il ricordo, perché davanti allo sterminio la nostra mente deve rimanere vigile e presente.

Ieri mattina il Professor Marco Tagliavini dell’Istituto B. Pasquini di Massa e Cozzile ha assistito con la sua classe allo spettacolo e ha poi inviato alla Guidi un messaggio intenso: “Sono sempre impressionato dalla bellezza del tuo spettacolo che rappresenta la tragicità dei fatti e di ciò che è successo. Tutto funziona ed è perfetto per far capire ai ragazzi cosa succedeva nei campi. Per quanto riguarda i miei ragazzi, anche a loro è piaciuto e ho ricevuto in classe molto commenti a riguardo: tutti sono dell’opinione che era più crudo e violento rispetto ad Anna Frank perché era proprio un inferno sulla terra ed è stato fatta bene la rappresentazione, altri hanno sottolineato che è stata utile anche la tua parte iniziale e finale di spiegazione sui colori dei deportati; altri infine hanno trovato un parallelismo con altre situazioni evidenziando come la violenza e la forza sia ahimè sempre troppo usata nel mondo.

Il cast dello spettacolo: Silvia Bagnoli, Morgana Bancone, Laura Bencini, Elia Bocciardi, Matilde Borghesan, Claudia Cascella, Cristina Cigüela Martínez, Firenza Guidi, Emanuele Melani, Emilia Menichetti, Andrea Miluccio, David Murray.

Scrittura Scenica, Ideazione e Regia: Firenza Guidi. Luci: Pino Lo Biondo;

Sound Mise en Place: David Murray;

Costumi: Firenza Guidi;

Documentazione Fotografica: Mauro Menichetti;

Carpenteria Scenica: Luca Bozzi, David Murray, Antonio Mori;

Accoglienza: Claudia Cascella, Elia Bocciardi, Andrea Miluccio.

Gli altri spettacoli aperti alla cittadinanza su prenotazione sono:

Mercoledì 28 Gennaio, alle ore 08.30
Giovedì 29 Gennaio, alle ore 08.30, 09.45, 10.50, 12.00

L’ingresso allo spettacolo è tramite contributo associativo di €7. I contributi del 27 Gennaio verranno devoluti al WFP/World Food Programme per inviare cibo a Gaza.

Info e prenotazioni: info@elanfrantoio.org

Fonte: Ufficio stampa

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