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Più di 11mila uccelli acquatici nel Padule di Fucecchio: i dati del Centro Ornitologico Toscano

Il Centro Ornitologico Toscano 'Paolo Savi' rende noti i dati del censimento degli uccelli acquatici 2026

A pochi giorni dal riconoscimento ufficiale del Padule di Fucecchio come area di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar, il Centro Ornitologico Toscano “Paolo Savi” ETS rende noti i dati dei censimenti IWC agli acquatici svernanti, attività che l’associazione svolge a livello regionale dal 1984.

Squadre di rilevatori volontari abilitati dall’ISPRA (Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale) affiancati da collaboratori, hanno censito con protocolli rigorosi gli uccelli che giungono nelle nostre zone umide per passare l’inverno, provenendo dall’Europa centrale, settentrionale e perfino dalla lontana Siberia.

Questi dati si vanno a sommare a quelli raccolti nello stesso periodo da migliaia di volontari su tutto il territorio europeo e permettono di definire con precisione la consistenza delle popolazioni e le loro dinamiche, creando le basi per poter intraprendere strategie necessarie sia per la conservazione e la gestione delle singole specie che, più in generale, per gli habitat.

Con oltre 11.000 uccelli acquatici censiti, appartenenti a 40 specie differenti, il Padule di Fucecchio si conferma come una delle principali aree umide toscane per numero di presenze. Questo numero complessivo risulta in linea con quelli registrati negli ultimi anni, ma nasconde alcuni cambiamenti.

La specie più numerosa, con 4.400 individui, è come di consueto l’alzavola, la più piccola anatra europea, localmente conosciuta come “bozzoletto”, e per la quale il Padule di Fucecchio è stato incluso tra i siti di importanza nazionale per i numeri registrati nel decennio precedente. Negli ultimi anni ha fatto registrare un calo numerico che potrebbe essere dovuto ad un peggioramento delle condizioni delle aree di riposo diurno. Se allarghiamo lo sguardo alla macro-area composta dal Padule e dai limitrofi Padule di Bientina e Lago di Sibolla, registriamo un totale di quasi 18.000 individui, ad indicare che probabilmente non sono peggiorate le opportunità di foraggiamento notturno.

Ancora tra gli anatidi più diffusi abbiamo il mestolone (700 individui), il moriglione (circa 400) e il germano reale (oltre 500 esemplari).

Un dato da vero record è stato segnato dal mignattaio, una specie di ibis europeo. Circa 1.600 individui hanno raggiunto un settore della riserva naturale provenienti dalle zone circostanti per trascorrere le ore notturne. Questa specie nidificante anche in Toscana vede in inverno l’arrivo di contingenti provenienti da altre popolazioni europee, tra cui Francia e Spagna, come dimostrato dalle letture degli anelli marcatori.

Tra i grandi trampolieri sono stati osservati nella Riserva delle Morette quasi 70 fenicotteri, che costituiscono ormai una presenza sempre più regolare anche nel nostro padule, e 20 cicogne bianche (tra cui “Lilli” l’esemplare salvato e liberato in settembre) che costituiscono il principale gruppo toscano.

I numeri registrati nel 2026 denotano dunque un calo nella presenza delle anatre: queste aree così delicate risulteranno in futuro sempre più cruciali per la conservazione della biodiversità della Toscana settentrionale, e richiederanno sempre più, anche alla luce dei recenti riconoscimenti internazionali, un’attenzione costante, un maggior impegno, e scelte lungimiranti da parte di amministrazioni e soggetti interessati alla loro gestione.

Dunque numeri e dati importanti, quelli del Centro Ornitologico Toscano, raccolti sul territorio con impegno, con il consueto supporto di Lipu, co-gestore della Riserva Naturale, dell’associazione La Volpoca, dell’Az. Agricola Castelmartini, oltre ad altri soggetti pubblici e privati, a cui va il ringraziamento del COT.

Fonte: Centro Ornitologico Toscano "Paolo Savi" - ETS

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