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Uccisero il padre nell'Eccidio del Padule di Fucecchio: il figlio 84enne ottiene giustizia

Il Palazzo di Giustizia di Firenze (foto gonews.it)

A 82 anni dai fatti, il Tribunale di Firenze riconosce al figlio il risarcimento e condanna la Repubblica Federale di Germania per crimini di guerra e contro l'umanità

Aveva soltanto due anni Alessandro Calugi quando, nell'agosto 1944, il padre Remo fu ucciso durante un rastrellamento nazista nel Padule di Fucecchio. A distanza di 82 anni da quell'operazione tedesca che costò la vita a Remo e ad altre 170 persone, Alessandro ha ottenuto finalmente giustizia per l'assassinio di suo padre: il Tribunale di Firenze ha depositato una sentenza che riconosce il risarcimento per i crimini di guerra e contro l'umanità del regime nazista tedesco e la condanna della Repubblica Federale di Germania. A darne notizia è La Nazione.

Alessandro Calugi, oggi 84enne, ricorda che il padre Remo era una delle 174 persone sfollate, fuggite dai bombardamenti e rastrellate durante l'eccidio del Padule di Fucecchio, lasciando la moglie di 39 anni e tre figli.

La decisione di rivolgersi al tribunale nel 2023 era nata dopo un confronto con suo figlio sulla figura paterna, che gli aveva fatto riaffiorare il dolore di non aver mai conosciuto il padre. Decise così di agire per ottenere giustizia nei confronti di quegli omicidi rimasti impuniti.

Quasi come un segno del destino, proprio in occasione del Giorno della Memoria, Alessandro ha ricevuto la telefonata dell'avvocato Massimo Brancoli che gli comunicava che il giudice Daniela Garufi aveva accolto la sua domanda. I fatti alla base della causa erano già stati accertati dalle sentenze del tribunale militare di Roma e dalla corte militare d'appello.

Alessandro Calugi riceverà il risarcimento previsto dal fondo ristori istituito nel 2022, pari a circa 371.545 euro. Una cifra simbolica: ciò che conta per lui è il riconoscimento di una sentenza che restituisce giustizia al padre Remo.

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