La Misericordia di Pontassieve compie 190 anni
"Tutto iniziò 190 anni fa, il 13 febbraio 1836, nei locali della parrocchia: c'erano un campanaccio per la chiamata in caso di bisogno e un carro di volata come mezzo di trasporto. La prima ambulanza fu una Jeep lasciata nel 1946 dagli americani. Oggi la Misericordia di Pontassieve conta 274 volontari, 22 dipendenti, 635 soci e 34 mezzi tra ambulanze, autovetture e veicoli attrezzati".
È la storia della Misericordia di Pontassieve, raccontata da Remo Salvi, provveditore, e Cristiano Terrosi, dipendente nell'ufficio amministrazione. Un’istituzione nata in mezzo a botteghe e vicoli stretti, nel centro del paese.
"All’inizio non c’erano ambulanze, né telefoni, né sirene - spiegano Salvi e Terrosi - c’era la buffa, che veniva indossata dalla brava gente che accorreva al suono del campanaccio per dare aiuto a chi ne aveva bisogno. Nel tempo ci siamo strutturati: prima la cappella sociale, poi lo Statuto, quindi alcuni servizi gratuiti per la popolazione. Negli anni in cui non esistevano mezzi di soccorso, si interveniva con il carro di volata, mentre nel dopoguerra la prima ambulanza fu una Jeep americana lasciata dagli alleati nel 1946: enorme, spartana, ma essenziale per ripartire".
"Nemmeno i bombardamenti hanno fermato la Misericordia - raccontano Salvi e Terrosi -. Pontassieve fu colpita duramente, ma la sede si salvò e le attività non furono mai interrotte. Per anni ci siamo divisi i giorni di servizio di emergenza con la Croce Azzurra, pari e dispari, in una rivalità molto sentita anche a livello nazionale. Nonostante questa decisione della Asl, la Misericordia ha garantito il servizio ogni giorno, 24 ore su 24, con la presenza di un medico privato che faceva servizio presso di noi nei giorni scoperti dal servizio nazionale. Oggi la rivalità è diventata collaborazione: lavoriamo insieme, facciamo rete e stiamo sperimentando un progetto di trasporto condiviso, che potrebbe diventare un modello anche per altre realtà".
"Ogni anno garantiamo oltre 3mila servizi ordinari, più di 4mila servizi socio-sanitari e oltre 2mila interventi di emergenza - concludono Salvi e Terrosi - operando non solo a Pontassieve ma anche a Compiobbi, Donnini, Leccio, Tosi, Londa, Molino del Piano, Consuma e Santa Brigida. Restare nel centro storico di Pontassieve è sempre stata una scelta identitaria: nonostante gli spazi siano stretti e dover uscire in ambulanza significa imboccare una strada contromano per raggiungere quella principale, qui tutti identificano la Misericordia con la sua sede. Oggi, dopo il difficilissimo periodo del Covid, soffriamo il calo dei volontari e il mancato ricambio generazionale, ma lo spirito che ci accompagna dal 1836 è lo stesso. E continuerà a esserlo".
"La Misericordia di Pontassieve - dice Andrea Ceccherini, Presidente del Coordinamento delle Misericordie Fiorentine - è da sempre una realtà molto presente, con grande spirito di iniziativa e forza di volontà. L’importante lavoro sul territorio porta anche a costruire nuove reti e fare comunità: un aspetto fondamentale per gli enti del terzo settore, che uniti possono fare ottenere grandi risultati in nome della propria missione".
Fonte: Ufficio stampa