Inaugurato l'anno giudiziario, tra carenza di personale e carceri sotto pressione
Il palazzo di giustizia di Firenze
La giustizia in Toscana affronta una fase complessa, segnata da criticità strutturali, emergenze sociali e carenze di risorse, come emerge dalla relazione del procuratore generale Ettore Squillace Greco, illustrata durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Firenze.
Secondo i dati forniti, “non è allarmante la situazione di sovraffollamento nelle carceri toscane”: tra luglio 2024 e giugno 2025, a fronte di 2.986 posti regolamentari sono presenti 3.029 detenuti. Tuttavia, il quadro cambia se si guarda ai singoli istituti.
“È preoccupante la situazione di alcuni istituti, in particolare Firenze Sollicciano e Prato Dogaia”. A Sollicciano “ci sono problemi dal punto di vista edilizio e le condizioni igieniche dei reparti visitati sono risultate allarmanti”, mentre a Prato la situazione è definita “difficile” anche per il ritrovamento di telefoni cellulari e stupefacenti, che ha portato a indagini mirate.
Criticità anche a Lucca, dove “il carcere presenta due sezioni completamente inagibili”, e a Livorno, dove la casa circondariale Le Sughere vive una “paradossale situazione”: “attende ormai da anni l’apertura di due nuovissimi padiglioni (per circa 200 posti complessivi), non ancora utilizzati per problematiche strutturali riguardanti la stessa progettazione degli edifici”.
La componente straniera nelle carceri toscane è “di gran lunga superiore a quella nazionale (più del doppio nel caso di Sollicciano)” ed è in costante aumento. Il disagio, sottolinea il Pg, “tende a moltiplicare ogni giorno le situazioni di conflitto”, come dimostra l’alto numero di suicidi: otto casi, che hanno coinvolto Sollicciano (tre), Prato (tre), Livorno (uno), oltre a un agente di polizia penitenziaria e un detenuto in permesso premio.
“Occorre, ancora una volta, ricordare che l’articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce che la dignità delle persone non può essere degradata, neanche se hanno commesso un reato”, ha ribadito Squillace Greco.
Altro fronte critico è quello della violenza di genere. In Toscana si registrano 13 femminicidi tra luglio 2024 e luglio 2025. Il fenomeno viene definito dal procuratore generale come “una quotidiana guerra che troppi uomini conducono contro le donne, in una società che è ancora patriarcale”.
Sono in aumento anche i procedimenti per delitti contro la libertà sessuale (+1,62%) e per maltrattamenti (+7,37%). “La violenza di genere continua, in Toscana come nel resto del Paese, a destare particolare allarme”, ha spiegato il Pg, ricordando l’aggiornamento del protocollo “codice rosa” con la Regione Toscana per la tutela delle vittime.
Crescono anche i procedimenti per reati in materia di droga (+5,75%) e riciclaggio (+35,53%). “La pericolosità dei traffici che incrociano il territorio toscano, in particolare il porto di Livorno, richiede un costante sforzo organizzativo e investigativo”.
Gruppi di trafficanti albanesi, legati alle mafie storiche “in particolare con la ’ndrangheta”, utilizzano lo scalo labronico come alternativa a Gioia Tauro e Genova. “Parte dei profitti del traffico di droga viene poi investita in attività economiche lecite”, dall’agricoltura all’edilizia, fino a ristoranti e alberghi. Secondo il Pg, “è ragionevole ipotizzare che in Toscana siano stati da tempo inseriti nel circuito economico legale capitali mafiosi”.
“Si continua a morire di lavoro”: nel biennio 2024-2025 si registra un aumento del 29,41% dei procedimenti per omicidio colposo legato alla violazione delle norme sulla sicurezza e del 12,50% per lesioni gravi.
Emergono anche “nuove forme di caporalato” e sfruttamento, soprattutto in agricoltura, dove “migliaia di lavoratori, quasi tutti stranieri” vengono impiegati tramite meccanismi formalmente leciti ma sostanzialmente illeciti.
Preoccupante anche il quadro che riguarda i minori: aumentano i fenomeni di cyberbullismo, bullismo scolastico e diffusione di materiale pedopornografico. Ma il dato più allarmante è quello sui reati di porto d’armi: 173 procedimenti iscritti, contro i 113 dell’anno precedente. Molti minori, si legge nella relazione, dichiarano che “è per loro importante possedere un coltello od un’arma”.
Infine, la grave carenza di organico: scoperture fino al 47% per il personale amministrativo, con punte dell’86% per i cancellieri in alcune procure. “Il lavoro negli uffici giudiziari non è più appetibile”, ha spiegato Squillace Greco, citando anche i problemi del processo penale telematico, che “presenta vari difetti non solo funzionali, ma anche strutturali”.
Sul tema è intervenuta anche la Fp-Cgil, che davanti al Palazzo di Giustizia di Firenze ha ribadito che “la vera riforma che serve” non è la separazione delle carriere, ma investimenti su organici, esecuzione penale e reinserimento sociale, chiedendo anche la stabilizzazione dei 250 precari Pnrr.
Un quadro complesso che, come ha concluso il procuratore generale, rappresenta “i veri problemi che dovrebbero preoccupare tutti coloro che hanno a cuore il servizio giustizia per i cittadini”.