'Anàbasis o dell’Arte Sacra', conviviale al Rotary Club di Empoli
“Anàbasis o dell’Arte Sacra” è il titolo del tema affrontato al Rotary Club di Empoli durante la conviviale che si è di recente svolta, dedicata alla Gerusalemme di San Vivaldo. Relatori sono stati il socio, architetto Tiziano Pucci, la dr.ssa Francesca Pinochi, assessore alla Cultura del Comune di Montaione, il prof. Cristian Biasci dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. L’incontro, riservato a soci e ospiti, ha costituito un interessante momento di informazione sul valore artistico, spirituale e paesaggistico del Sacro Monte di San Vivaldo.
L’impianto del Sacro Monte riproduce in scala ridotta la planimetria della Gerusalemme del tempo in cui fu realizzato. Le circa venticinque cappelle che ne scandiscono il percorso non sono solo episodi architettonici, ma stazioni di un racconto che si svolge nello spazio e nel tempo.
La loro realizzazione, effettuata tra il 1500 e il 1515 da Fra Tommaso da Firenze, rispondeva a un’esigenza profondamente sociale e religiosa: permettere a chi non poteva affrontare il pellegrinaggio in Terra Santa di vivere un’esperienza equivalente, concentrata e accessibile. Nel 1516, con la bolla di papa Leone X che concedeva l’indulgenza ai fedeli, questo progetto trovò un riconoscimento ufficiale, sancendo il valore spirituale del luogo.
La storia di San Vivaldo affonda le sue radici nella dimensione eremitica, infatti, all’inizio del Trecento, fu il francescano Vivaldo Stricchi da San Gimignano che scelse questi luoghi per una vita di totale isolamento. Alla sua morte, avvenuta all’interno del tronco cavo di un castagno che gli fungeva da dimora, quel punto diventò un luogo di memoria e di venerazione. Su questo nucleo originario sorse un eremo che, nel 1497, i frati francescani trasformarono in convento, aprendo la strada alla nascita del Sacro Monte. Oggi come allora si possono ammirare le cappelle in stile classicheggiante con le loro straordinarie terracotte di scuola robbiana e godersi un momento di riflessione nella tranquillità di questo incantevole luogo senza tempo.
La spiritualità del Sacro Monte di San Vivaldo è alla base del progetto artistico Anàbasis, che vede per una settimana all’anno decine di studenti dell’Accademia di Belle Arti lavorare quasi in ritiro spirituale tra le colline e i boschi di San Vivaldo. L’esperienza culturale che qui si sviluppa si ispira al concetto di anàbasis: una risalita fisica e simbolica che rifiuta la programmazione rigida e lascia spazio a un processo aperto, in cui l’opera nasce dall’incontro con il luogo stesso. Ogni studente infatti, come ha spiegato il prof. Cristian Biasci, responsabile del progetto, lavora su un’opera personale, seguendo la propria ispirazione e cogliendo i particolari inediti del suggestivo luogo.
L’interessante tema della serata è stato per il Rotary un’occasione per ricordare e approfondire le suggestioni di un incantevole luogo come San Vivaldo, che sicuramente merita una visita in più, come ha suggerito concludendo Giovanni Calugi, presidente del Rotary Club di Empoli.
Fonte: Rotary Club Empoli