"L'antifascismo è mafia", polemica dopo il post poi rimosso del consigliere FdI a Piombino
"Quello che è successo a Torino è gravissimo. Un poliziotto di 29 anni è stato aggredito brutalmente da criminali che vanno individuati, arrestati e condannati senza attenuanti. Su questo non esistono “ma”, “però” o ambiguità. La nostra solidarietà è totale e sincera. Proprio per questo riteniamo ancora più grave quanto scritto dal consigliere comunale di maggioranza Elvis Cosimi, che ha definito “l’antifascismo mafia”, con il sostegno – attraverso i like – dell’intero gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di Piombino". Così in una nota l'Unione Comunale Pd Piombino, dopo la frase del consigliere comunale di Fratelli d'Italia "L'antifascismo è mafia (scritto in stampatello Ndr) questa ne è l'ennesima dimostrazione!".
Il commento è stato pubblicato, per poi essere rimosso, nei giorni scorsi sopra le immagini degli scontri di Torino, in particolare quella che ritrae l'aggressione a un poliziotto. E nelle ultime ore la polemica partita dalla provincia di Livorno si è estesa al resto della Toscana: mentre le opposizioni hanno chiesto le dimissioni di Cosimi il sindaco Francesco Ferrari, come riportano i quotidiani locali, ha preso le distanze dalle parole del consigliere di maggioranza.
Parole scomparse dai profili di Cosimi ma rimaste in rete e ripubblicate in varie pagine. "Qui non siamo davanti a una semplice provocazione social" continua il post del Pd di Piombino. "Siamo davanti a un’operazione cinica e strumentale, che usa un fatto drammatico per fare propaganda, confondere tutto e parlare alla pancia delle persone. L’antifascismo non è un’opinione e non è uno slogan: è un principio fondativo della Repubblica, scritto nella Costituzione nata dalla Resistenza. Assimilarlo alla mafia significa delegittimare la storia democratica del Paese e offendere le istituzioni". E ancora "riteniamo che affermazioni di questo tipo siano incompatibili con il ruolo istituzionale di un consigliere comunale. Secondo noi, il consigliere Cosimi dovrebbe trarne le conseguenze, oppure il suo referente politico – il sindaco di Piombino, che è anche coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia – dovrebbe chiedergli di farlo". Poi il post si conclude: "Chi ricopre ruoli istituzionali ha il dovere di difendere la Costituzione, rispettare la verità dei fatti e contribuire a un clima democratico, non ad avvelenarlo".
"In seguito all’aggressione di un agente di polizia a Torino – episodio gravissimo che condanniamo senza riserve – il consigliere ha ritenuto opportuno strumentalizzare la cronaca per lanciare un attacco politico indegno di un rappresentante delle istituzioni. Definire l’antifascismo come "mafia" non è solo un’offesa alla storia e alla memoria del nostro Paese, ma un’aperta violazione dei principi fondanti della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza antifascista e basata su una Costituzione che all’articolo 1 ne sancisce i valori" dichiarano in una nota Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti del Gruppo Consiliare Alleanza Verdi Sinistra (AVS) Toscana. "Queste affermazioni non sono semplicemente “provocatorie”, come qualcuno potrebbe tentare di minimizzare. Sono pericolose, divisive e tendono a equiparare un principio cardine della democrazia italiana, l’antifascismo, a un’organizzazione criminale. Un linguaggio di questo genere, accompagnato dall’hashtag # sietedeipovericomunisti, non contribuisce al dibattito democratico, ma avvelena la vita civile, scredita l’istituzione comunale e offende tutti i cittadini che nell’antifascismo vedono un baluardo di libertà e democrazia. Di fronte a un tale sfregio alla dignità dell’Amministrazione e al ruolo stesso di consigliere comunale, il silenzio equivale a complicità. Per questo il Gruppo AVS Toscana chiede con forza al Sindaco di Piombino, Francesco Ferrari di prendere pubblicamente e senza ambiguità le distanze dalle dichiarazioni del consigliere Cosimi, condannandone esplicitamente il contenuto e la forma, in quanto lesivi del decoro dell’intero Consiglio Comunale".
In un'altra nota il Giovani Democratici di Livorno e Val di Cornia - Elba aggiungono che "il paragone con la mafia poi è, prima di tutto, uno sfregio intollerabile alla memoria delle vittime della criminalità organizzata e ai loro familiari". Secondo i Gd "il consigliere Cosimi dimostra di avere ancora molta storia da imparare: il fatto, però, che dopo tali affermazioni non abbia sentito il dovere di chiedere, semplicemente, scusa alla comunità piombinese dimostra la sua inadeguatezza a ricoprire il ruolo di consigliere comunale". Piombino è "città alla Medaglia d’Oro al Valore Militare per la Resistenza opposta ai Fascisti, quindi le sue dichiarazioni sono in contrasto con la storia della città e farebbe bene a rassegnare le proprie dimissioni".