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"Le case dei rider come presidio di diritti", a Firenze l'approfondimento della Cgil

Le Case dei rider come presidio di diritti” è il titolo della giornata di approfondimento sul tema dei lavoratori e delle lavoratrici del food delivery organizzata da NIdiL CGIL Nazionale e CGIL Nazionale, domani, giovedì 5 febbraio 2026, nella Camera del Lavoro di Firenze (Borgo Greci 3).

Alle 10,00 l’avvio con i saluti di Ilaria Lani, segreteria CGIL Firenze, e a seguire gli interventi moderati da Nicola Marongiu, coordinatore area Contrattazione e Politiche del Lavoro CGIL Nazionale.

Roberta Turi, segretaria nazionale NIdiL CGIL, presenterà la prima inchiesta su “La condizione di lavoro dei rider nel food delivery” che raccoglie i risultati del questionario somministrato dal sindacato a circa 500 ciclofattorini tra il 2024 e il 2025, durante le assemblee e le mobilitazioni organizzate in tutta Italia. L’indagine esplora diversi aspetti della condizione dei rider: chi sono, qual è il loro titolo di studio, la nazionalità e il genere, quanto guadagnano per consegna, in un giorno e in una settimana, quante ore e quanti giorni lavorano, quali spese sostengono e quali rischi affrontano in materia di salute e sicurezza. Oltre ai numeri, l’inchiesta raccoglie anche aspettative e bisogni: quali sono le priorità su cui intervenire, quali tutele rivendicano, cosa si aspettano i rider dal sindacato. Nel dossier anche alcune interviste ai lavoratori, testimonianze sulle esperienze di organizzazione, i principali provvedimenti giudiziari degli ultimi cinque anni, i dati INAIL più recenti sugli infortuni dei rider e la direttiva UE 2024/2831.

“Abbiamo scelto di partire dall’ascolto diretto dei rider – dichiara Turi – perché per costruire rappresentanza in un settore frammentato e povero di diritti è indispensabile conoscere a fondo come si svolge la prestazione di lavoro, quali sono i bisogni reali delle persone e quali tutele vengono oggi negate. L’inchiesta non è un esercizio statistico, ma uno strumento sindacale che ci consente di trasformare i dati in rivendicazioni concrete.”

“Il lavoro di NIdiL CGIL nel food delivery – prosegue la sindacalista – non si è mai limitato al contenzioso, pur essendo questo uno strumento essenziale per ottenere riconoscimenti giuridici fondamentali. Accanto alle cause legali, abbiamo portato avanti in modo costante un’azione sindacale e negoziale, mantenendo aperto il confronto con le piattaforme e con Assodelivery, rafforzando l’organizzazione collettiva e dando risposte concrete ai bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici.”

A seguire, Mattia Chiosi, NIdiL CGIL Firenze, illustrerà l’esperienza di organizzazione dei lavoratori migranti nel lavoro su piattaforma e il percorso che ha portato, un anno fa, all’apertura di Casa Rider Firenze. Uno spazio che non è soltanto un luogo di ristoro o di accoglienza – dove potersi fermare, riposare, ricaricare il telefono, riparare la bicicletta o trovare riparo dal caldo e dal freddo – ma rappresenta un vero e proprio presidio sindacale territoriale con un lavoro costante di orientamento ai diritti, in cui il Sindacato offre assistenza e consulenza sui contratti e sulle condizioni di lavoro, il Patronato offre supporto in caso di infortuni e per l’accesso alle tutele previdenziali, i servizi offrono assistenza fiscale.

A seguire, gli interventi dei rider e dei sindacalisti che racconteranno le buone pratiche delle case dei rider e di altre esperienze territoriali sviluppate negli anni in diverse città italiane. A concludere i lavori sarà Maria Grazia Gabrielli, segretaria nazionale CGIL.

Nel pomeriggio, alle 15,00 visita alla “Casa Rider” di Firenze con la presentazione della campagna di comunicazione nazionale di NIdiL CGIL “Fumetti Rider” disegnata da Lorenzo Lasserre. Il giovane illustratore e ciclofattorino, tavola dopo tavola, nelle prossime settimane, sui social del sindacato, racconterà il suo lavoro di rider romano tra mille avventure e paradossi. Piccole grandi storie che solo chi pedala ogni giorno per consegnarci la cena può conoscere, che ci faranno sorridere ma anche riflettere su cosa c’è in realtà dietro ogni ordine inviato dall’app e ogni consegna: una persona.

Fonte: Cgil Toscana e Firenze - Ufficio Stampa

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