Nasce al Meyer un centro musicale per la riabilitazione uditiva di bambini e bambine
La musica come strumento per recuperare più in fretta quello che la sordità si è portata via. Al Meyer nasce un nuovo Centro per la riabilitazione uditiva dei bambini affetti da grave handicap uditivo e portatori di impianto cocleare. Un luogo dove musica e scienza si incontrano per aiutare i più piccoli. Il Centro è ospitato nei bellissimi spazi dell'Educational Center realizzato dalla Fondazione Andrea Bocelli ed è stato realizzato all'interno del Progetto Musica in corsia, finanziato dalla Fondazione Meyer e curato dai musicisti della cooperativa dell'Athenaeum Musicale.
La musica che aiuta a recuperare. All'interno del Centro si svolgono sessioni specifiche di riabilitazione uditiva mediata dalla musica. A disposizione dei piccoli pazienti, c'è il team di professionisti dell'udito dell'AOU Meyer Irccs, guidato dal professor Franco Trabalzini. Per i bambini portatori di impianto cocleare seguiti presso il Meyer, la musica diventa uno strumento prezioso per ampliare le possibilità di recupero delle abilità uditive non solo per migliorare l'ascolto, ma anche per facilitare la comunicazione in modo coinvolgente, piacevole e giocoso. Numerosi studi scientifici dimostrano, infatti, come la musica possa favorire il recupero uditivo e linguistico nei pazienti con impianto cocleare, grazie a programmi di training musicale mirato, che utilizzano esercizi specifici per migliorare la percezione di molti aspetti musicali come il ritmo, la melodia e la frequenza dei suoni. Allenare questi aspetti aiuta a migliorare l'attenzione uditiva, la comprensione verbale, la memoria uditiva.
Un percorso cucito su misura per ogni bambino. Il training musicale, svolto rigorosamente in presenza, grazie ai "musicisti in corsia" dell'Athenaeum Musicale coordinati da Alessandro Perondi, e alle audiometriste e logopediste coordinate dalla dottoressa Benedetta Bianchi del Servizio di Audiologia acquisisce un valore unico e insostituibile: il lavoro diretto con i professionisti, la relazione terapeutica, la dimensione emotiva dell'esperienza musicale e l'interazione in tempo reale bambino-musicista rappresentano elementi fondamentali per un percorso efficace e personalizzato.
Mediante innovative piattaforme digitali i bambini possono continuare a esercitarsi anche da casa, rendendo la riabilitazione più continua e naturale.
Questi percorsi contribuiscono a migliorare le capacità di ascolto dei bambini affetti da disabilità uditiva isolata o associata ad altre disabilità aiutandoli a sfruttare al meglio le potenzialità della tecnologia dell'impianto cocleare, con ricadute assolutamente positive sulla qualità della vita.
Dalle evidenze scientifiche emerge inoltre che un training musicale continuativo può rafforzare non solo le abilità uditive, ma anche quelle cognitive. In questo contesto si inserisce anche uno studio attualmente in corso presso l'AOU Meyer Irccs, con l'obiettivo di dimostrare e confermare i molteplici benefici della musica, sia nella riabilitazione uditiva dei bambini portatori di impianto cocleare sia in altri ambiti dello sviluppo del bambino. Tra gli aspetti analizzati figurano, ad esempio, gli effetti del training musicale sulla prosodia emotiva, sulle competenze comunicative e sulla crescita emotiva e relazionale.
Il nuovo centro di musicoterapia del Meyer è quindi molto più di una semplice sala musicale: è un luogo di cura, di ricerca e di crescita, dove musica e scienza si incontrano per regalare ai bambini nuove possibilità e alle loro famiglie un sostegno concreto. Con questo progetto, il Meyer conferma il suo impegno nel mettere al centro la persona e nell'investire in innovazione, accoglienza e umanizzazione delle cure.
Un progetto pilota. Le prime lezioni, all'interno di un progetto pilota, sono già cominciate e hanno riscosso un grande successo. «Con la musica mi sento più tranquillo e mi piace ascoltare e suonare. È un momento speciale della mia settimana, i miei genitori mi portano adesso a lezione di musica» racconta un bambino che ha frequentato le sessioni.
"Mentre prima il nostro obiettivo prioritario era quello di permettere a un bambino con grave sordità di avere uno sviluppo linguistico e cognitivo adeguati, adesso è quello di fargli apprezzare e magari produrre musica, raggiungendo così una performance uditiva nettamente superiore" dichiara il professor Trabalzini, sottolineando l'importanza di un percorso strutturato e continuo che accompagni la persona nella riscoperta del mondo sonoro. «Ogni impianto uditivo ha bisogno di essere allenato all'ascolto. Oggi lo screening uditivo, la diagnosi precoce della sordità e l'applicazione dell'impianto cocleare continuano a rappresentare un gol standard della cura di questa disabilità, così come la riabilitazione logopedica, ma spesso non sono sufficienti, la musicoterapia diventa soprattutto nei bambini affetti da disabilità l'investimento più prezioso per trasformare un dispositivo in una vera esperienza di suono" continua Trabalzini. Il motto di questo specialista dell'udito è da sempre lo stesso: "So all can hear": "che tutti possano udire". "Da piccolo suonavo il piano – conclude – e ho sempre avuto una grande passione per la musica ed è per questo che ho dedicato tutta la mia vita professionale a restituire la voce e i suoni del mondo a chi non poteva sentirli".
Il commento del presidente della Regione Toscana. "Ancora una volta - spiega il presidente della Toscana, Eugenio Giani - il nostro sistema sanitario pubblico si dimostra all'avanguardia: portatore di eccellenze mediche e innovazioni scientifiche, ma anche attento alla socialità, all'umanizzazione delle cure e a tenere sempre al centro di tutto la persona, che è un aspetto importante, ancora di più quando si tratta di bambini". "I racconti di questi piccoli pazienti – prosegue - ci spiegano come la musica in corsia non solo possa migliorare l'effetto delle terapie, ma anche costituire un'esperienza capace di arricchire la loro vita, offrire loro occasioni di relazione e farli crescere emotivamente. La sanità pubblica che vogliamo è anche questa".
Fonte: Città Metropolitana di Firenze - Ufficio stampa