A Re.So., nonostante l'incendio, il 2025 è stato in crescita
In occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, Re.So. Recupero Solidale fa il punto su un 2025 complesso ma significativo dal punto di vista dei risultati raggiunti nel recupero e nella redistribuzione delle eccedenze.
Nel corso del 2025 sono aumentati in modo sensibile gli arrivi di prodotti alimentari ed extra-alimentari da supermercati e negozi del territorio: oltre 75.000 kg recuperati, un dato in crescita rispetto al 2024, quando l’Associazione si era fermata sotto la soglia dei 63.000 kg.
Ancora più marcato l’incremento per quanto riguarda i prodotti ortofrutticoli: 193.860 kg recuperati nel 2025, contro i 121.716 kg dell’anno precedente.
Numeri che assumono un valore particolare se letti nel contesto in cui sono stati raggiunti. Nel 2025, infatti, Re.So. ha dovuto affrontare le conseguenze di un incendio che ha reso inutilizzabile per mesi circa un terzo del magazzino. Nonostante le difficoltà logistiche e organizzative, l’attività non si è mai fermata.
«Questi dati raccontano prima di tutto la tenuta della nostra rete – spiega la presidente di Re.So., Marinella Catagni –. Anche in un anno così difficile, non abbiamo mai interrotto il recupero e la distribuzione dei prodotti. È un risultato che parla del grandissimo impegno civile dei volontari, del tempo che scelgono di dedicare agli altri, della disponibilità a esserci quando arriva un camion, della tenacia nel superare ostacoli di ogni genere.»
Re.So. Recupero Solidale ODV è un’associazione che riunisce 34 associazioni del territorio. Opera con un unico punto di raccolta e distribuzione, il magazzino presso La Vela “Margherita Hack” di Avane, ed è attiva negli undici comuni dell’Empolese Valdelsa e a Lastra a Signa.
La distribuzione di frutta e verdura, svolta da Re.So. come partner accreditato AGEA, raggiunge inoltre anche tre associazioni esterne al territorio: una a Ponsacco, una a Castelfranco di Sotto e una a Barberino Tavarnelle.
«La prevenzione dello spreco non è solo una questione ambientale – conclude Catagni – ma una scelta di responsabilità verso le persone. I numeri di quest’anno dimostrano quanto il recupero possa fare la differenza, se sostenuto da una comunità che decide di prendersi cura, insieme, di ciò che altrimenti andrebbe perso.»
Fonte: Ufficio stampa