Vetrino per cito e istologie diventa 'digitale' innovazione nella sanità pubblica toscana
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I vetrini tradizionali, da osservare al microscopio per analizzare cellule e tessuti ed importantissimi per la diagnosi di numerose patologie e soprattutto tumori, diventano immagini digitali ad alta risoluzione condivisibili sulla nuova piattaforma informatica regionale. E’ la frontiera della patologia digitale ed uno degli oltre settanta interventi innovativi che la sanità toscana ha progettato e finanziato con i fondi dedicati alla digitalizzazione del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza. In questo modo i patologi potranno consultare i casi a distanza, confrontarsi in tempo reale con i colleghi di altri ospedali ed accelerare i tempi di diagnosi.
“Il digitale rappresenta la sfida del presente e del futuro, soprattutto in sanità – evidenzia il presidente della Toscana, Eugenio Giani -. Una sanità digitale vuol dire raccolta di dati ed informazioni di qualità, uno scambio più veloce di informazioni cliniche tra professionisti ed aziende, sempre più servizi per i pazienti e cure da remoto come la telemedicina. Tutte innovazioni capaci di migliorare la risposta ai bisogni di salute dei cittadini ed aiutare il lavoro degli operatori sanitari”.
Il vetrino digitale migliora anche l’organizzazione del lavoro: i file sono archiviati in modo strutturato, facilmente recuperabili e tracciabili, riducendo il rischio di errori e smarrimenti. L’ulteriore passo potrebbe essere l’uso da parte dei medici dell’intelligenza artificiale, da validare e certificare, nell’analisi delle immagini.
La patologia digitale in Toscana è un progetto regionale che coinvolge tutte le aziende sanitarie e ospedaliere universitarie, già finanziato con 400 mila nella sua fase regionale a Careggi dalla Regione con il bando di ricerca Covid-19 Toscana del 2020. Ad oggi tutte le anatomie patologiche pubbliche regionali, grazie al Pnrr, sono state connesse al nuovo sistema informativo dedicato e la maggioranza è dotata di almeno uno scanner di lettura dei vetrini, che consentirà l’attivazione di flussi digitali concreti in numerosi ambiti clinici.
“La Toscana conferma ancora una volta la propria capacità di programmare e gestire in modo efficace le risorse, in questo caso del Pnrr – afferma l’assessore al diritto alla salute, Monia Monni –. Il vetrino digitale è uno degli interventi di ultima realizzazione e significa per i pazienti diagnosi più rapide con una migliore qualità del referto, maggiore uniformità sul territorio e accesso più semplice a seconde opinioni specialistiche. Per il sistema sanitario vuol dire efficienza, collaborazione in rete tra strutture e valorizzazione delle competenze, rendendo l’anatomia patologica toscana più moderna, connessa e capace di rispondere alle sfide della medicina di precisione. Un risultato raggiunto grazie alla sinergia tra il settore Sanità digitale e innovazione della Regione, responsabile della progettazione e attuazione degli investimenti Pnrr in ambito Ict, il settore Assistenza ospedaliera, qualita' e reti cliniche ed Estar, l’ente di supporto tecnico, con il contributo dell’azienda ospedaliero universitaria di Careggi”.
La telepatologia funzionerà su più livelli, con scambi di informazioni e consulti all’interno dei singoli presidi, tra presidi diversi e con centri specialistici nazionali e internazionali. Il primo ambito applicativo attivato riguarda la dermopatologia, su cui la regia è stata affidata all’azienda ospedaliero universitaria di Careggi.
Sono oltre 450 mila le prestazioni eseguite in un anno dalle anatomie patologiche in Toscana per indagini istologiche, citologiche o di diagnosi molecolare: esami che spesso riguardano pazienti oncologici. Il vetrino digitale servirà nei casi più complessi. Inoltre, altra novità, i referti di anatomia patologica saranno pubblicati sul fascicolo sanitario elettronico direttamente consultabile on line dai cittadini: ad aprire la strada, in questi giorni, è stata l’Asl Toscana Nord Ovest.
Fonte: Regione Toscana