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ThehandYcapped Game: il Mario Kart in 'carrozzina' che racconta la disabilità

Il gioco è nato dall'idea di Silvio Binca: un arcade racing 3D in stile Mario Kart dove i protagonisti corrono… su sedia a rotelle

Chi non ha mai giocato, almeno una volta nella vita, al racing game arcade più famoso di tutti i tempi? Sto ovviamente parlando di Mario Kart, il gioco di corse strampalato creato dalla compagnia giapponese Nintendo, che ha per protagonisti i personaggi dell'universo di Super Mario. Un titolo che ha consolidato amicizie e, allo stesso tempo, ne ha completamente rovinate (chiedo scusa a tutti coloro a cui ho lanciato il guscio blu).

Per chi non dovesse conoscerlo, facciamo un breve ripassino: Mario Kart è un gioco di corse in cui dei kart sfrecciano su circuiti immaginari, attraversando ambientazioni al limite tra il fantasy e il fantascientifico. Per primeggiare, ogni giocatore ha a disposizione una serie di potenziamenti, tra cui il più famoso - e odiato - di tutti: il celebre guscio blu.

Un gioco semplice, ma capace di appassionare milioni di persone in tutto il mondo, compreso il protagonista di questa puntata di Gonews Gaming: Silvio Binca, lucchese di 25 anni e fondatore di ThehandYcapped. La sua passione per i videogiochi, unita alla sua disabilità e al desiderio di comunicare, lo ha portato a realizzare l'idea di un Mario Kart in 'carrozzina'.

Chi è Silvio Binca?

Lasciamo che sia Binca stesso a presentarsi: "Sono Silvio Binca, ho 25 anni e convivo con una malattia genetica rara, la desminopatia, che mi costringe a vivere su una sedia a rotelle e con un respiratore 24/7".

Binca è il fondatore di ThehandYcapped, un'associazione no-profit che raccoglie fondi per la ricerca sulla desminopatia, una malattia genetica rara di cui è affetto lui stesso. L'obiettivo è promuovere e informare quante più persone possibile su questa patologia, ma più in generale sulla disabilità, attraverso eventi fieristici, libri per bambini e - soprattutto - il gaming. "La disabilità non è la fine del gioco, ma l'inizio del livello bonus", come recita lo slogan dell’associazione sul sito ufficiale.

Com'è nata la sua passione per i videogiochi?

Il mondo dei videogiochi è stato per Silvio una grande scoperta, potremmo dire una vera ancora di salvezza. Come racconta lui stesso, "il gaming è entrato molto presto nella mia vita: prima come svago, poi come vero e proprio spazio di libertà. Nei videogiochi potevo correre, competere, esplorare mondi senza che la mia condizione fisica fosse un limite. Col tempo ho capito che il gaming non era solo intrattenimento, ma un linguaggio potentissimo".

È bastato poco a Silvio per comprendere che la sua storia potesse diventare un mezzo per raccontare la disabilità attraverso la cultura dell’intrattenimento. Da qui nasce ThehandYcapped: "Ho deciso di fondare l'Associazione per trasformare la disabilità in valore culturale, creativo e sociale, e ovviamente per sensibilizzare, ma anche per dare visibilità e finanziare la ricerca medica - spiega Silvio -. L’idea di ThehandYcapped Game nasce da una constatazione semplice: nei videogiochi la disabilità quasi non esiste, o è raccontata male. Ho pensato che fosse arrivato il momento di creare un gioco inclusivo, divertente e accessibile, che normalizzasse la disabilità invece di compatirla. Oltre a essere uno strumento efficace per arrivare alle persone ed ‘educarle’ in maniera divertente".

La scelta di questo nome po' bizzarro, ThehandYcapped, non è una scelta casuale: come spiega Silvio stesso, nasce dall'unione tra handicapped e handy, con la T e la Y in evidenza a formare Thank You. Un nome "ironico, provocatorio e riconoscibile", scelto appositamente in inglese per "avere una visione internazionale e perché, in fondo, il linguaggio del gaming è globale".

Ed è proprio l'universalità del videogioco ad aver convinto Silvio a sceglierlo come medium per raccontare la disabilità: "Il videogioco non ti chiede di osservare: ti fa vivere l'esperienza. Giocando non guardi la diversità, la attraversi. È uno strumento potentissimo, soprattutto per i più giovani, perché educa senza predicare".

ThehandYcapped Game: quando Mario kart incontra la disabilità

Silvio racconta che la scelta di prendere come riferimento il gioco con la celebre mascotte Nintendo nasce dal suo amore sconfinato per Super Mario. Ricorda con entusiasmo "le ore passate a giocare con gli amici: lì non ero 'quello in carrozzina', ero semplicemente uno che cercava di arrivare primo". Il genere arcade, invece, è stato scelto perché "immediato, accessibile, inclusivo per definizione".

Ma parliamo più nel dettaglio di ThehandYcapped Game: si tratta di un arcade racing 3D in cui i protagonisti - analogamente a Mario Kart - sono personaggi in sedia a rotelle che gareggiano a colpi di turbo e power-up, superando ostacoli di ogni tipo. Come si legge sul sito dell’associazione, "Non è solo una simulazione della vita quotidiana, ma un modo nuovo per unire divertimento e consapevolezza". L'obiettivo del gioco è far riflettere, "con il sorriso", cercando di scardinare lo stigma che ancora circonda la disabilità.

Il gioco è attualmente in fase di sviluppo ed è programmato con Unity. Silvio cura la visione creativa e progettuale, collaborando però con sviluppatori e professionisti del settore: "È un lavoro di squadra - afferma : da solo sarebbe impossibile fare tutto".

Il progetto è già stato presentato attraverso concept e prototipi in diverse fiere ed eventi in Toscana, come il recente Internet Festival di Pisa. Per chi non ha potuto visitare lo stand di Silvio, niente paura: come annunciato da lui stesso, "stiamo lavorando per essere presenti a nuove fiere e festival, soprattutto in Toscana, compatibilmente con le risorse e il crowdfunding in corso".

A proposito di crowdfunding, trattandosi di un progetto interamente autofinanziato, l'associazione coglie l’occasione per invitare chiunque fosse interessato a contribuire - tramite donazioni o collaborazioni - a farlo attraverso il sito, anche acquistando il merchandise ufficiale. Grazie a questi fondi, il rilascio del gioco è sempre più vicino: ThehandYcapped Game sarà disponibile su mobile (Android e iOS), con una futura espansione prevista per PC e altre piattaforme.

Gli altri progetti di ThehandYcapped

ThehandYcapped non è soltanto un progetto videoludico: l'Associazione ha scelto di comunicare con i più piccoli fin dall’infanzia anche attraverso libri, pensati per raccontare la disabilità in modo creativo ed educativo.
"Credo moltissimo nell’educazione precoce - racconta Silvio -. I nostri libri e il videogioco, inseriti in contesti scolastici, possono aiutare i bambini a vedere la disabilità come parte naturale della vita. Non qualcosa da compatire, ma da comprendere".

E chissà se in futuro Silvio deciderà di dedicarsi a nuovi progetti. Quel che ha potuto anticiparci è che non esclude di esplorare altri generi videoludici: "Mi piacerebbe in futuro sperimentare anche altro: un MMORPG con protagonisti in sedia a rotelle sarebbe un sogno".

Niccolò Banchi

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