Famiglia morta per monossido a Porcari, numero civico errato ha ritardato i soccorsi
Un numero civico errato fornito durante la richiesta di aiuto avrebbe ritardato l’arrivo dei soccorsi nell’abitazione di Porcari dove la famiglia Kola, composta da quattro persone, è morta per intossicazione da monossido di carbonio.
Dalla casa sarebbe partita una telefonata concitata al 112: a chiamare il figlio Hadjar Kola, 22 anni, che – mentre tutti in famiglia accusavano malori – avrebbe indicato un indirizzo sbagliato, invertendo le cifre del civico poco prima di perdere conoscenza. L’ambulanza, giunta nel luogo segnalato, non è riuscita a trovare l’abitazione corretta, con una perdita di tempo prezioso.
I sanitari del 118 hanno quindi chiesto supporto ai carabinieri, che tramite il gestore telefonico sono risaliti all’utenza del giovane. Tuttavia il ragazzo risultava ancora residente in un’altra zona di Porcari, a casa dello zio Durim, dove si sono recati i militari. Solo allora è emerso il nuovo indirizzo della famiglia.
Quando lo zio, insieme ai carabinieri e a due vicini, ha sfondato la porta dell’abitazione intorno alle 21:40, i quattro componenti del nucleo familiare erano già a terra privi di sensi in ambienti saturi di monossido. Anche i soccorritori improvvisati – lo stesso zio, due carabinieri e i vicini intervenuti – hanno accusato malori. I vigili del fuoco, arrivati poco dopo, hanno confermato la presenza elevata di monossido di carbonio nelle stanze.
La Procura, con il sostituto procuratore, ha aperto un’inchiesta per "omicidio colposo plurimo" a carico di ignoti, disponendo accertamenti sulla caldaia, posta sotto sequestro insieme all’abitazione. Il medico legale a eseguito l’esame esterno sulle vittime e i prelievi necessari a stabilire il livello di monossido nel sangue.