Femminicidio Eleonora Guidi, mille persone in corteo a Rufina
Il corteo a Rufina per ricordare Eleonora Guidi (Foto da Facebook)
Un lungo silenzio, rotto solo dai passi e dalla commozione, ha attraversato oggi Rufina per ricordare Eleonora Guidi. A dodici mesi dalla sua morte, circa mille persone hanno preso parte a un corteo partecipato e composto, per commemorare la 34enne uccisa con ventiquattro coltellate dal compagno, Lorenzo Innocenti. Lungo il percorso, numerosi fiocchi rossi hanno accompagnato la camminata, diventando il simbolo visibile di una memoria condivisa.
La giornata commemorativa è iniziata nei giardini davanti alla Coop di Rufina, dove nei mesi scorsi era stato piantato un melograno in ricordo di Eleonora, in un’area a lei familiare e quotidiana, a pochi passi dal bar in cui lavora la madre. Da lì il corteo si è mosso verso Montebonello, frazione di Pontassieve, luogo legato all’infanzia della giovane. Nel giardino accanto alla casa in cui era cresciuta sono stati inaugurati una panchina rossa, dedicata a Eleonora e a tutte le donne vittime di violenza, e un leccio, piantato come segno di continuità e memoria. La marcia si è poi conclusa al cimitero di Rufina, dove amici, parenti e cittadini hanno deposto fiori sulla tomba della 34enne.
Alla commemorazione hanno partecipato le amministrazioni comunali di Rufina, Pontassieve, Pelago e Dicomano, a testimonianza di un dolore che va oltre i confini del singolo paese. Sul fronte giudiziario, resta attesa la perizia psichiatrica su Innocenti, che dovrà chiarire la sua capacità di intendere e volere al momento del delitto e valutarne la pericolosità sociale. L’uomo, 37 anni, è accusato di omicidio aggravato e si trova attualmente agli arresti domiciliari nel reparto psichiatrico dell’ospedale fiorentino di Ponte a Niccheri.
Manetti: "Memoria che diventa impegno"
“Questa iniziativa - dichiara Cristina Manetti, assessora alle Pari opportunità della Regione Toscana - rappresenta un momento di memoria, ma anche un gesto concreto di vicinanza alla famiglia di Eleonora. Noi gli diciamo che non è sola, che la loro perdita è condivisa dalla comunità e dalle istituzioni. La Toscana è da sempre in prima fila nella lotta contro la violenza sulle donne: dai servizi territoriali agli sportelli di supporto, dai percorsi di protezione alle campagne di sensibilizzazione, il nostro obiettivo è costruire una cultura del rispetto e della prevenzione”.
Manetti aggiunge: “Ricordare Eleonora significa rinnovare ogni giorno il nostro impegno. La panchina rossa, l’albero e la camminata sono gesti simbolici, ma con un significato profondo: fare memoria, trasmettere il messaggio che la violenza non può e non deve essere mai ignorata, e che la Regione Toscana è vicina alla famiglia e alla comunità in questo percorso di consapevolezza e di cambiamento”.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto ai sindaci di Rufina, Pelago e Pontassieve per l’organizzazione dell’iniziativa, che "rappresenta - conclude Manetti- un momento di riflessione pubblica, ma anche un segnale di coesione e di responsabilità condivisa nella lotta alla violenza contro le donne".