Festeggia 100 anni Renata Salerno, la maestra di Monterappoli
Una città, Empoli, che si scopre anche in questo inizio anno nuovo longeva. La signora Rita lo scorso sabato ha spento cento candeline e ieri (venerdì 6 febbraio 2026) a festeggiare è stata Renata Salerno. Nella sua casa c’erano gli affetti più cari: i figli, i nipoti, i bisnipoti ed alcuni amici. Ad omaggiarla in rappresentanza dell’amministrazione comunale il sindaco di Empoli che le ha portato un’orchidea e una pergamena ricordo.
“Renata nasce a Siracusa nel cuore della Magna Grecia, in Sicilia il 6 gennaio 1926. Ha visto un secolo di storia e ha vissuto la seconda Guerra Mondiale fortunatamente senza vittime in famiglia, soffrendo la fame e la paura dei bombardamenti continui, sfruttando proprio le rovine archeologiche e la necropoli come rifugio antiaereo”.
Ce lo racconta la figlia Marzia a cui Renata ha narrato aneddoti della sua vita. “La famiglia di mamma, composta da 6 fratelli, mamma e babbo, viveva in un appartamento alla stazione marittima, dove arrivavano i treni merci e in seguito queste venivano imbarcate sui mercantili. Una mattina di luglio del 1943 il mare del porto non si vedeva più…ricoperto interamente dalle navi militari degli alleati anglo-americani.
La famiglia della mia mamma fu costretta ad abbandonare la casa perché si trovava in una posizione perfetta per creare il quartier generale dell’8^Armata del Generale Montgomery. Da lì iniziarono tante peripezie ed episodi di guerra. Mio nonno si chiamava Baldassarre, capostazione appunto della stazione marittima, riuscì prima di andarsene a convincere il Generale Montgomery a tenere in quella casa il pianoforte di famiglia. Il nonno aveva permesso alle figlie di studiare - e all’epoca non era scontato -, era un appassionato di arte e letteratura soprattutto Dante e Michelangelo”.
Renata in Sicilia preso il diploma magistrale, divenne una maestra molto apprezzata prima in Sicilia e poi, nonostante la diffidenza iniziale perché essere meridionali a quei tempi era quasi una colpa, anche in Toscana, appunto a Monterappoli e poi qui a Empoli.
Il suo sogno era diventare una professoressa ma la guerra le impedì di proseguire gli studi. Ha fatto la maestra con passione e amore verso tutti i suoi alunni che tutt’ora la ricordano ricambiandole l’affetto. Anche la nonna materna studiò al Ginnasio ed è stata una centenaria come la sorella di Renata scomparsa a 101 anni e mezzo.
La storia continua. “Mamma conosce suo marito, nostro padre Aldo, subito dopo la guerra. Lui era un ragioniere e vinse il concorso per il famoso “posto fisso” che lo portò a Empoli all'ufficio Imposte Dirette (oggi Agenzia delle Entrate). Mamma così chiese l’avvicinamento e si sposarono nel ’51. Nel ’52 nacque mio fratello e poi nel ‘59 io. Nostra madre si è sempre sacrificata per noi figli e per tutti. Comprò con babbo un terreno a Pontorme dove ora abbiamo la nostra casa. Siamo tutti riuniti vicino a lei. È nonna di tre nipoti (2 sono le mie figlie e 1 è il figlio di mio fratello) e bisnonna di cinque. Mamma ha una grandissima forza di volontà. Ha realizzato cose che noi figli non avremmo saputo ed è stata è ancora lo è il nostro sostegno. Io e mio fratello dobbiamo tutto a lei (anche al nostro babbo). Le cose da raccontare sarebbero ancora tante. Una donna che non si è mai concessa niente di superfluo, la famiglia prima di tutto e insieme al suo Aldo ci hanno sempre aiutato nel momento del bisogno.
Mamma ha sempre avuto una mente matematica, tutti i conti dovevano tornare alla perfezione. Nostro padre figura austera non è mai uscito da solo, al bar o con gli amici, era sempre con lei. Siamo fortunati ad averla ancora con noi. È stata ed è una gran mamma e lo sarà per sempre”.
Fonte: Comune di Empoli - Ufficio stampa