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L’erede di una casata nobile fiorentina chiede lo stop di "Cinque secondi", ultimo film di Virzì

Paolo Virzì

"Cinque secondi", l'ultima fatica cinematografica del regista livornese Paolo Virzì, si ritrova protagonista di un'aula di tribunale. La pellicola, uscita nelle sale a ottobre 2025 con Valerio Mastandrea e Valeria Bruni Tedeschi nel cast e presentata alla Festa del Cinema di Roma, è al centro di una controversia legale che potrebbe comprometterne la distribuzione.

Al centro della disputa c'è il personaggio di Matilde Guelfi Camaiani, che secondo la produzione sarebbe liberamente ispirato a una contessa toscana realmente esistita. Un nipote della nobildonna, come riporta il Corriere Fiorentino, ha citato in giudizio le società produttrici e distributrici del film - Greenboo Production srl e Indiana Production srl - accusandole di aver violato il buon nome della famiglia.

Secondo l'erede, nel film la famiglia verrebbe dipinta come una casata nobiliare decaduta, con problemi finanziari e coinvolta in vicende legate a droga, reati, suicidio e disturbi psichiatrici. L'attore sostiene inoltre che non esistessero accordi per utilizzare il nome della zia e della famiglia nella pellicola, girata in parte in Toscana.

In sede cautelare, il parente ha chiesto un provvedimento d'urgenza per bloccare immediatamente la diffusione dell'opera cinematografica, al fine di tutelare la reputazione familiare. La richiesta, tuttavia, è stata respinta dalla giudice Carolina Dini della prima sezione civile del Tribunale di Firenze. Il procedimento giudiziario, però, proseguirà nelle prossime settimane.

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