A Empoli corteo studentesco 'NO ICE': "La paura non ci ferma, la voce non si censura"
Sono passate circa 72 ore dall’inizio delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 e, mentre gli atleti italiani incantano il pubblico con un bottino che al momento vale la quinta posizione nel medagliere, non sono mancati momenti di tensione politica. Tra questi, il corteo contro le Olimpiadi a Corvetto, con scontri tra manifestanti e polizia che hanno portato a cinque fermi, i fischi e i 'boo' rivolti contro le delegazioni di Israele e degli Stati Uniti, in particolare al vicepresidente JD Vance, allo stadio Meazza di Milano, e gli striscioni con scritto 'ICE OUT', contro la presenza di agenti del corpo statunitense nei giochi di Milano-Cortina.
Proprio a partire da questi episodi di protesta e tensione legati ai Giochi, in particolare alle polemiche sulla presenza di agenti dell'ICE, gli studenti empolesi hanno deciso di organizzare un corteo di protesta previsto per il 14 febbraio 2026. La manifestazione, che li vedrà scendere in strada in solidarietà con il movimento 'NO ICE', "nasce dall’indignazione" e dalla volontà di "costruire consapevolezza" attorno a questo tema, spiegano gli organizzatori.
"La presenza dell'ICE è solo la punta dell'iceberg di un sistema che usa la paura come strumento per fabbricare consenso - affermano -. È un meccanismo che non si limita al suolo americano e che segna l’inizio di un periodo di repressione e censura per l'Italia. Noi non possiamo accettarlo. Esprimiamo profonda preoccupazione per la deriva autoritaria del governo e per l’inasprimento delle misure contenute nel Decreto Sicurezza. Scendendo in piazza ribadiamo il nostro supporto a chi resiste, portando attenzione sugli sgomberi dei centri sociali e sulla gestione violenta del dissenso, con uno sguardo ai recenti fatti di Torino".
Il corteo partirà alle ore 8.30 in via Bonistallo e terminerà alle ore 10.30 in Piazza della Vittoria. La manifestazione è aperta a tutti coloro che "condividono queste nostre preoccupazioni".
"LA PAURA NON CI FERMA. LA NOSTRA VOCE NON SI CENSURA", concludono
