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Sicurezza, a Empoli l'incontro dell'ANC: focus su violenza e autodifesa

Tra prevenzione, diritto alla difesa e bullismo, cittadini e istituzioni a confronto per sensibilizzare e informare la comunità

Un tavolo su rapine, aggressioni e furti, su come prevenire e come agire: questo l'evento organizzato dall'Associazione Nazionale Carabinieri di Montelupo Fiorentino e dalla sottosezione di Montespertoli, che si è tenuto sabato 7 febbraio scorso nei locali dell'Istituto Calasanzio di Empoli. Presenti come relatori esperti in autodifesa, giurisprudenza e psicologia, per trattare un argomento vasto e complesso come quello della sicurezza, della violenza e del diritto alla difesa personale. La conferenza è stata moderata da un collaboratore di Gonews.it.

Presenti all'incontro i sindaci di Montelupo Fiorentino ed Empoli, Simone Londi e Alessio Mantellassi, che hanno aperto la conferenza confermando come violenza, bullismo (e non a caso, il 7 febbraio era proprio la giornata contro il bullismo) e aggressioni per strada siano temi molto sentiti dalla cittadinanza e come occorra continuare a sensibilizzare su questi aspetti.

A seguire l'intervento di un genitore di un bambino vittima di un episodio di bullismo a Montelupo. Il ragazzo, mentre si trovava in una piazza, è stato avvicinato da dei coetanei che hanno preso la sua bicicletta, rovinandola e sputandoci sopra. Un gesto grave, aggravato sicuramente dalla giovane età in cui è stata commessa la violenza. Il genitore, visibilmente scosso, ha fatto sapere che il ragazzo, tornato a casa, ha raccontato tutto alla famiglia, che ha poi prontamente denunciato l'accaduto al 112. "Sono molto provato - racconta l'uomo -. Vedo che da parte di alcuni genitori non c'è interesse a dare il buon esempio ai figli".

La violenza - qualsiasi sia il tipo - non può non lasciare segni nella psiche della vittima. Per questo gli organizzatori dell'evento si sono avvalsi anche del parere di un esperto, il dottor Lorenzo Mariano, psicoterapeuta dell'associazione Spazio Serapide, che ha commentato l'episodio a Montelupo: "Ogni situazione è in genere una situazione complessa. Sono dinamiche che purtroppo accadono e parte della responsabilità è anche della società di oggi. Si deve agire sulla prevenzione, insegnando fin dalla scuola primaria a riconoscere le emozioni e sviluppare empatia. Inoltre è importante creare spazi per i giovani".

La conferenza si è poi spostata sul tema dell'autodifesa: quando è legittima e quando invece diventa vendetta o una risposta eccessiva. L'approfondimento, dal punto di vista legale, è stato affidato al giudice Paolo Pruneti e all'avvocato Giovanni Valori, che hanno illustrato - seppur in modo tecnico - le norme che regolano il diritto alla difesa personale, cercando di spiegare, supportati dai testi di legge, cosa si definisce legittima difesa e quando invece si tratta di aggressione a tutti gli effetti. L'avvocato Valori ha poi illustrato un caso di cronaca, quello del gioielliere di Grinzane Cavour (TO), che uccise due ladri e ne ferì un terzo durante una spaccata nel suo negozio, e che fu condannato per omicidio perché la sua risposta fu ritenuta eccessivamente sproporzionata rispetto all'offesa subita.

Sempre restando sul tema dell'autodifesa, la parola è passata al maestro di arti marziali dell'Empoli Kombat Club, Riccardo Ginepri, che ha spiegato come, in situazioni di imminente pericolo, il modo corretto di reagire sia mantenere autocontrollo. Per questo la palestra, spiega Ginepri, offre lezioni di autodifesa in cui, oltre alla preparazione fisica, si prepara anche la mente (mindset) a reagire psicologicamente al pericolo e - in caso di necessità - applicare tecniche per liberarsi e fuggire, senza lottare. "La prima cosa è individuare il pericolo e predisporre la mente ai rischi che si possono incontrare - spiega Ginepri -. Ad esempio, passando in una strada percepita come pericolosa, devo prepararmi mentalmente ai possibili rischi".

A chiudere l'incontro è intervenuto l'ispettore regionale dell'Associazione Nazionale Carabinieri, il generale Luigi Nardini: "Il singolo non può risolvere tutti questi problemi, serve un'azione collettiva: la scuola, le associazioni, la famiglia e i cittadini. Serve un linguaggio comune e il coraggio di intervenire, anche quando è scomodo, senza voltarsi dall’altra parte. Dobbiamo fare fronte comune, creare una rete in cui tutti siano sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda".

L'ANC fa sapere che organizzerà prossimamente altri incontri informativi aperti alla cittadinanza.

 

 

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