Morte del motociclista dopo impatto con cinghiale, Fedagripesca: "Non è fatalità"
“La morte del motociclista di 29 anni travolto da un cinghiale a Barberino di Mugello non può essere liquidata come una tragica fatalità: è il risultato di un problema strutturale che da tempo denunciamo”.
A dirlo è Ritano Baragli, vicepresidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana, intervenendo dopo la morte di un uomo di 29 anni a Barberino di Mugello, caduto dalla moto a causa di un cinghiale mentre percorreva la strada provinciale del Galliano.
“Siamo ormai ben oltre la fase dell’emergenza – spiega il vicepresidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana – perché la sovrappopolazione dei cinghiali è diventata una realtà stabile e radicata nei nostri territori. Per troppo tempo questo tema è stato letto soltanto come un problema di danni alle coltivazioni, ma oggi è evidente che riguarda direttamente la sicurezza delle persone, di chi si muove sulle strade, in particolare motociclisti, scooteristi e automobilisti”.
“Le misure adottate finora, come le agevolazioni per le recinzioni, sono strumenti utili e necessari – osserva Baragli – ma da soli non sono sufficienti ad affrontare un fenomeno di questa portata. Continuare ad accorgerci della gravità della situazione solo davanti a tragedie come questa non è più accettabile: servono interventi strutturali, coordinati e misure all’altezza del problema”.