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Protesta dei dipendenti regionali contro il taglio al salario accessorio

Presidio sotto il Consiglio regionale contro il taglio al salario accessorio. Incontro con Giani fissato il 17 febbraio

Giornata di mobilitazione sotto la sede del Consiglio regionale della Toscana, dove i dipendenti della Regione hanno protestato contro il taglio al salario accessorio mentre era in corso la seduta dell’assemblea.

Dal presidio, i rappresentanti sindacali hanno ricordato come la vertenza duri da tempo. Francesco Valtorta (Cgil) ha spiegato che il primo taglio di 2 milioni di euro al fondo risale a tempo fa e che tali risorse sono essenziali perché "con quelli paghiamo il salario accessorio che oggi accessorio non è, vista la pressione inflazionistica importante che ha ridotto la nostra capacità di spesa".

Andrea Bordo (Cisl) ha evidenziato che la riduzione si ripete dal 2021 e che il salario accessorio è "parte fondamentale del salario del dipendente pubblico", avvertendo che il mantenimento della situazione attuale comporterebbe stipendi più bassi. Flavio Gambini (Uil Fpl) ha invece criticato l’aumento dei costi politici regionali, sostenendo che "non è logico andare ad aumentare i costi in Regione ma dobbiamo risolvere il problema dei 2 milioni che mancano sul salario accessorio". Massimo Milucci (Usb) ha infine denunciato che "il nostro fondo è diventato un pozzo senza fondo", con ulteriori risorse sottratte rispetto ai tagli precedenti.

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha definito la manifestazione "legittima, giusta", spiegando però che le risorse integrative "la Regione le aveva già previste" e che il blocco deriva da un diniego del collegio dei revisori alla Corte dei Conti. L’obiettivo, ha aggiunto, è trovare una soluzione alternativa per "dipendenti motivati, che lavorano e che giustamente devono avere le loro gratificazioni economiche".

È stato confermato un incontro tra le parti per il 17 febbraio a Palazzo Strozzi Sacrati.

M5S: "Nessun lavoratore paghi prezzo delle scelte politiche"

La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Irene Galletti ha espresso "piena disponibilità all'ascolto delle denunce avanzate dalle lavoratrici e dai lavoratori della Regione Toscana", sottolineando la necessità di sostenere le loro istanze affinché "nessun lavoratore sia chiamato a pagare il prezzo per scelte politiche, i cui costi devono essere contenuti con responsabilità e trasparenza". Galletti ha ribadito che il contenimento dei costi della politica resta un principio fondativo del Movimento 5 Stelle e che la partecipazione alla maggioranza non comporta "un'accettazione passiva di ogni decisione", assicurando l’impegno ad approfondire le criticità sollevate dalle organizzazioni sindacali.

FdI: "Solidarietà a lavoratori"

“La manifestazione di protesta dei dipendenti della Regione Toscana davanti al Palazzo del Consiglio regionale è la dimostrazione plastica di come la sinistra abbia abbandonato i lavoratori, quei lavoratori che ogni giorno permettono che l’amministrazione regionale assolva al meglio i suoi compiti. E più in generale di come chi governa la Regione abbia perso il contatto con la società, perché la disparità tra i costi della politica recentemente aumentati e i trattamenti riservati ai 3500 dipendenti regionali è evidente e inaccettabile Davanti a un motivatissimo sit-in di protesta svolto in maniera civile il gruppo di Fratelli d’Italia ha quindi ritenuto doveroso chiedere di sospendere i lavori dell’aula per incontrare i lavoratori, portar loro solidarietà e sollecitare un incontro risolutivo tra una loro delegazione e i rappresentanti di Giunta e Consiglio regionale. Un incontro che porti a una soluzione concreta: anziché istituire un astruso diritto alla felicità la Regione farebbe bene a garantire adeguate condizioni di lavoro ai dipendenti regionali", così il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Toscana.

AVS: "Serve volontà politica per risolvere"

“Quando centinaia di lavoratrici e lavoratori scendono in piazza per protestare è perché il tema è giustamente molto sentito e urgente. Sappiamo che tecnicamente la questione è complessa ma ci deve essere tutta la volontà politica di affrontarla perché non è accettabile che lavoratori e lavoratrici vedano decurtati il proprio salario accessorio.

Ci siamo ovviamente recati al presidio ad incontrare i lavoratori e le loro delegazioni per ascoltarne la voce ma soprattutto per esprimere la nostra vicinanza e disponibilità a lavorare insieme per trovare velocemente una soluzione.

A margine del presidio è avvenuto un incontro tra l’RSU, i capigruppo, la presidente Saccardi e il Presidente Giani in cui è stata manifestata dal Presidente della Regione un’apertura importante ad una soluzione politica su cui ci sarà un ulteriore confronto con i lavoratori già nei prossimi giorni”.

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