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Annuario Arpat: in Toscana qualità aria entro i limiti, acqua in peggioramento

È stata presentata a Firenze la 14esima edizione dell’Annuario di ARPAT con i dati completi rilevati nel 2024

È stata presentata lunedì 16 febbraio a Firenze nella sala Esposizioni di palazzo Strozzi Sacrati la quattordicesima edizione dell’Annuario di ARPAT, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, con i dati completi rilevati nel 2024. Una descrizione puntuale dello stato di salute dell’aria, acqua, mare e del suolo della Toscana, dove sono percepibili segnali positivi ma dove restano criticità in diversi indicatori di qualità e che rappresenta la fotografia più completa dello stato dell’ambiente attraverso un’analisi condotta esaminando oltre novanta indicatori di qualità.

L’Annuario è stato presentato nel corso di un convegno al quale hanno preso parte il presidente della Regione Eugenio Giani, David Barontini, assessore regionale all’Ambiente, assieme al direttore generale dell’ARPAT Piero Rubellini e Sandra Botticelli,  direttore tecnico di ARPAT da maggio a dicembre 2025.

I risultati

Secondo la 14ª edizione dell’Annuario dei dati ambientali di ARPAT, presentata a Firenze, nel 2024 in Toscana la qualità dell’aria resta complessivamente entro i limiti, con miglioramenti sul biossido di azoto nel capoluogo e un rientro atteso nei valori normativi per il Pm10 nella piana di Lucca. Peggiora invece lo stato delle acque superficiali, con solo il 30% dei corsi d’acqua in condizioni ecologiche buone e criticità chimiche diffuse; le acque sotterranee risultano generalmente buone ma con il 28% in stato chimico scarso, mentre i laghi mostrano per l’84% qualità chimica buona e il mare una buona qualità ecologica, pur con persistenti problemi chimici. L’Annuario segnala inoltre un consumo di suolo pari a 142.096 ettari, con incidenze elevate nelle province di Prato, Pistoia e Livorno e, tra i comuni, a Forte dei Marmi, Firenze e Viareggio.

La presentazione dell'Annuario Arpat

Tutto il personale dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale - nelle parole del presidente Giani - lavora ogni giorno per la sicurezza di tutti i cittadini, con le sue continue attività di monitoraggio, intervento e per offrire i necessari elementi di conoscenza a chi ha poi il compito di scegliere le politiche adatte alla salvaguardia dell’ambiente toscano. Cambiamenti climatici e modelli di sviluppo tecnologico in continua evoluzione rendono oggi indispensabile sapere per decidere”.

“L’Annuario – prosegue Giani - è la migliore e più professionale testimonianza dell’impegno di analisi e la divulgazione di dati e conoscenze e di come saperli restituire e condividere in modo semplice e comprensibile: un patrimonio conoscitivo sulla quale vengono decise priorità, sviluppate strategie, progettati interventi che hanno l’obiettivo di rendere migliore non solo l’ambiente, ma la qualità complessiva del vivere in Toscana in ogni suo aspetto. È importante avere un quadro di riferimento dettagliato per attivare le politiche più adatte esattamente dove servono. Questo trova un puntuale riferimento nell'Annuario dell'ARPAT con dati che interessano tutta la società toscana e offre preziosi spunti di riflessione e di attenzione”.

“La presentazione dell’Annuario ARPAT – spiega David Barontini - rappresenta un momento molto importante per conoscere lo stato dell’ambiente in Toscana, ma anche per interpretare le sue evoluzioni, valutare la capacità di risposta e di resilienza e capire se le politiche messe in campo stanno producendo i risultati attesi o se, al contrario, emergono criticità che richiedono correzioni o nuove scelte. Si tratta di uno strumento molto utile per misurare lo stato di salute della nostra Regione in sei diversi ambiti ambientali (aria, acqua, mare, suolo, agenti fisici e sistemi produttivi), i quali includono anche sfide rilevanti come la gestione del ciclo dei rifiuti, oggi sempre più centrale per la sostenibilità ambientale, l’economia circolare e l’equilibrio dei territori”.

“Il tutto - precisa Barontini - assume un valore ancora maggiore in una fase storica segnata dai cambiamenti climatici, che stanno producendo effetti sempre più impattanti sul territorio e sulla vita quotidiana dei cittadini e delle imprese. Come Regione non possiamo che esprimere soddisfazione per poter disporre di uno strumento di questo livello, frutto delle competenze e delle professionalità che operano quotidianamente in ARPAT a tutela del patrimonio ambientale toscano. Ritengo auspicabile anche il futuro coinvolgimento del mondo universitario in questo lavoro di analisi, che porterebbe un importante contributo nella prospettiva degli obiettivi da raggiungere nel 2030, quando verranno dimezzati i limiti indicati dalla direttiva europea che sta cercando di adeguarsi a quelli della linee guida espressi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.”

“Dall’Annuario – continua Barontini - emergono diversi dati in miglioramento, che valutiamo positivamente. Allo stesso tempo, però, non dobbiamo abbassare il livello di attenzione. Persistono infatti alcune criticità, come sul fronte della qualità dell’aria, con il superamento dei limiti di ozono in alcune aree o con i livelli di PM10, in particolare nella piana di Lucca, dove le caratteristiche territoriali e le condizioni meteorologiche favoriscono l’accumulo degli inquinanti. La guardia deve restare alta anche sul tema dei PFAS e della loro presenza nelle acque potabili, nei reflui, negli scarichi industriali, nelle discariche e nei corsi d’acqua, un tema che a breve sarà oggetto di attenzione anche del Consiglio Regionale”.

“Guardando alla qualità dell’aria – precisa Piero Rubellini - il quadro regionale si conferma complessivamente positivo rispetto ai limiti vigenti. Il biossido di azoto (NO₂), storicamente critico in alcune aree urbane, rientra pienamente nei limiti di legge, consolidando un trend di miglioramento avviato nel 2023. Le politiche di rinnovo del parco veicolare e le misure di contenimento delle emissioni hanno inciso in modo significativo, in particolare nella piana fiorentina. Anche le condizioni meteo climatiche, con un maggior numero di giorni piovosi e precipitazioni più distribuite, hanno favorito la dispersione degli inquinanti garantendo l’affermarsi di una tendenza positiva”.

“La vera sfida, però, è rappresentata dal nuovo quadro europeo delineato dalla Direttiva 2881/2024, che riduce sensibilmente i limiti oggi in vigore. Con i nuovi valori, il 60% delle stazioni supererebbe il limite annuale di PM10 fissato a 20 µg/m³; per il PM2,5, con il nuovo limite di 10 µg/m³, 12 stazioni su 16 risulterebbero oltre soglia; per l’NO₂, il valore medio annuo di 20 µg/m³ sarebbe superato nel 70% delle stazioni di traffico”.

Per quanto attiene la risorsa idrica -prosegue Rubellini - nel 2024, si conferma una buona qualità delle acque sotterranee, salvo nei contesti interessati da pressioni industriali o da sovra sfruttamento agricolo. Più complessa la situazione delle acque superficiali: nel triennio 2022-2024 solo il 30% dei corpi idrici monitorati raggiunge uno stato ecologico buono o elevato, con un calo di 12 punti percentuali rispetto al triennio precedente; anche lo stato chimico registra una flessione di 4 punti. Gli eventi meteorologici estremi della fine del 2023 e del 2024 hanno inciso profondamente sugli ecosistemi fluviali e lacustri, evidenziando quanto il cambiamento climatico stia modificando gli equilibri ecologici”.

Anche le acque marino-costiere - conclude Rubellini - mostrano di risentire degli effetti delle dinamiche climatiche: lo stato ecologico buono o elevato riguarda il 75% della costa, in calo rispetto all’88% del triennio precedente. Segnali incoraggianti arrivano, invece, dalle acque di balneazione: su 277 aree controllate, solo 30 non risultano conformi, con un miglioramento rispetto al 2023. Le azioni dei Comuni e dei gestori del servizio idrico, in particolare sugli scarichi domestici, stanno producendo risultati concreti”.

Al convegno ha fatto seguito una tavola rotonda sui nuovi stili di vita e sulle buone pratiche per accompagnare la transizione ecologica e rafforzare il contrasto al cambiamento climatico. Un appuntamento in sintonia con lo spirito di M'illumino di meno, iniziativa nazionale dedicata alla sostenibilità e al risparmio energetico come strumenti concreti per affrontare la crisi climatica, in programma nella giornata di oggi.

L’edizione 2025 dell’Annuario sui dati ambientali della Toscana è consultabile all’indirizzo https://www.arpat.toscana.it/annuario/ insieme ai report tematici dedicati alle singole matrici ambientali, alla sezione dati e mappe con le serie storiche dei dati ambientali e gli annuari provinciali.

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