Due anni dalla strage di via Mariti: la commemorazione a Firenze
“Abbiamo deciso di istituire un momento ufficiale ogni anno tra le cerimonie di Palazzo Vecchio in ricordo di questa tragedia, che per la nostra città resta una ferita aperta”. Lo ha detto la sindaca Sara Funaro in occasione della cerimonia di commemorazione dei cinque lavoratori che morirono nel crollo del cantiere di via Mariti avvenuto il 16 febbraio 2024 uigi Coclite, Mohammed El Farhane, Taoufik Haidar, Bouzekri Rahimi, Mohamed Toukabri. Una cerimonia silenziosa, con la deposizione di una corona alla targa che riporta i nomi delle vittime, collocata qui un anno fa. “Momenti come questo parlano da soli. – ha detto la sindaca Funaro – Per questo abbiamo voluto una cerimonia silenziosa, nel ricordo delle persone che hanno perso la vita e nel rispetto verso i loro familiari, alcuni con noi oggi”.
Presenti oggi anche l’assessora all’Urbanistica Caterina Biti, l’assessore al Lavoro Dario Danti, il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione, il presidente del Quartiere 5 Filippo Ferraro, la sindaca di Scandicci e consigliera delegata al Lavoro in Città metropolitana Claudia Sereni, consiglieri comunali, legali e familiari delle vittime, rappresentanti dei sindacati, di ANMIL, di INAIL, autorità militari e religiose.
Fillea e Cgil: “Per la sicurezza servono controlli veri, formazione seria"
Così Bernardo Marasco (segretario generale Cgil Firenze) e Giulia Bartoli (segretaria generale Fillea Cgil Firenze):
A due anni dalla strage sul lavoro di via Mariti, torniamo a chiedere giustizia per le vittime e un cambio di passo reale sulle politiche per la sicurezza sul lavoro. Questa mattina il sindacato ha partecipato alle commemorazioni istituzionali, ribadendo che la memoria non può restare solo simbolica.
I numeri confermano che non c’è stata alcuna svolta. Nonostante i provvedimenti annunciati dopo la tragedia, gli infortuni sul lavoro continuano a essere una piaga.
In provincia di Firenze, tra il 2023 e il 2024, gli infortuni sono aumentati e quelli mortali sono passati da 4 a 10 . In aumento soprattutto gli incidenti che coinvolgono lavoratori migranti (+6% in provincia, +3% in Toscana) . Il trend prosegue nel 2025, con un +4% di infortuni totali in Toscana nel settore delle costruzioni.
La cosiddetta “patente a crediti” non ha garantito una vera qualificazione delle imprese: i requisiti sono autocertificati e le patenti rilasciate risultano molte meno di quelle stimate. Nel frattempo si assottigliano i controlli: il decreto semplificazioni prevede l’obbligo di preavviso di 10 giorni per le ispezioni e limita i controlli successivi in caso di esito positivo .
Resta irrisolto il nodo delle catene di appalti e subappalti, emerso drammaticamente con via Mariti: serviva vietare i subappalti a cascata e qualificare davvero imprese e lavoro, ma nulla è stato fatto .
Infine il tema della giustizia: processi lunghi e famiglie lasciate sole. Serve una Procura nazionale del lavoro e il gratuito patrocinio per le vittime e i loro familiari. Anche per questo sosteniamo il No al referendum del 22-23 marzo.
A due anni dalla strage di via Mariti non bastano i soliti annunci del Governi. Servono controlli veri, formazione seria, regole stringenti sugli appalti e tempi certi nei processi. La vita delle persone non è un costo d’impresa.