Tutela della risorsa idrica: stop all'acqua del Pesa per le piscine private
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Un’attenzione concreta alla salvaguardia delle risorse idriche locali e alla sostenibilità ambientale: è questo il principio alla base della nuova indicazione relativa al riempimento delle piscine a uso privato nel della bassa val di Pesa. L’obiettivo è ridurre la pressione su questo bacino così fragile e con bilancio idrico in deficit, preferendo l’approvvigionamento da aree non in sofferenza.
La decisione si inserisce in un contesto ormai consolidato di criticità legate al torrente Pesa, che negli ultimi anni ha mostrato condizioni sempre più delicate durante i periodi estivi, arrivando frequentemente a riduzioni significative della portata, fino alla secca estiva in bassa valle che si protrae per mesi.
Di poche settimane fa la notizia della firma dell’”Accordo di Collaborazione per la gestione sostenibile della risorsa idrica nel bacino del torrente Pesa” firmato da Montelupo per il Contratto di Fiume, con Regione Toscana, Autorità di Distretto, Autorità Idrica Toscana e Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno.
In questo scenario, l’Amministrazione comunale, insieme al gestore Acque SpA, ha avviato un percorso volto a incentivare modalità di approvvigionamento più sostenibili per il riempimento delle piscine private.
La normativa regionale già prevede il divieto di utilizzare acqua dell’acquedotto per il riempimento delle piscine private, consentendone invece l’uso per quelle a destinazione pubblica — come strutture ricettive o impianti aperti alla collettività — previa pianificazione con i gestori onde evitare impatti sul servizio idrico locale. Alla luce di queste disposizioni e della crescente diffusione di piscine domestiche, incluse quelle temporanee o gonfiabili anche di grandi dimensioni, viene auspicato il monitoraggio sui riempimenti, con controlli mirati a verificare la provenienza dell’acqua utilizzata.


In questa direzione si colloca anche la richiesta avanzata ad Acque SpA di rendere disponibile, per i privati che ne facciano richiesta sul mercato, acqua proveniente da bacini alternativi e meno soggetti a stress idrico rispetto alla Val di Pesa. Una scelta simbolica ma significativa, che consente di ridurre ulteriormente i prelievi locali e di preservare un equilibrio già messo alla prova dagli eccessi climatici e dalla stagionalità.
L’iniziativa rappresenta anche un invito agli altri gestori del servizio idrico attivi in valle, Publiacqua e Acquedotto del Fiora, ad adottare analoghe modalità operative, così da promuovere una gestione coordinata e responsabile della risorsa acqua su scala più ampia nell’ambito del Contratto di Fiume di cui sono firmatari.
L’Amministrazione sottolinea come si tratti di un intervento orientato non a limitare l’utilizzo delle piscine private, ma a favorire soluzioni compatibili con la tutela ambientale e con la sicurezza dell’approvvigionamento per la comunità, garantendo al tempo stesso un uso consapevole e sostenibile dell’acqua.
Oltre a questo si ricorda che non è consentito l’uso della risorsa dell’acquedotto:
-Da fontane per usi diversi da quelli potabili e igienici, comunque non oltre 70 litri al giorno per ogni utente;
-Per irrigazione di orti e giardini con superficie superiore a 500mq (per superfici inferiori è obbligo installare sistemi di automazione per limitare lo spreco);
-Innaffiamento e irrigazione superfici adibite ad attività sportive;
-Alimentare impianti di climatizzazione e di qualsiasi altro tipo;
-Il lavaggio delle fosse biologiche.
Fonte: Montelupo Fiorentino - Ufficio Stampa