A “Domeniche in Salotto” il quartetto d’archi con musiche di Haydn e Šostakóvič
Il terzo appuntamento è in programma domenica 22 febbraio alle ore 16.30 al Teatro Il Momento di Empoli. Protagonista il quartetto d’archi formato da Damiano Tognetti e Silvia Abatangelo ai violini, Leonardo Bartali alla viola e Andrea Abategiovanni al violoncello.
Il programma accosta due capolavori del repertorio cameristico: il Quartetto per archi n. 8 in do minore op. 110 di Dmitri Šostakovič e il Quartetto per archi op. 76 n. 3 in do maggiore “Kaiserquartett” di Franz Joseph Haydn.
Composto nel luglio 1960, il Quartetto n. 8 di Šostakovič nacque durante il soggiorno del compositore nella Germania dell’Est per la realizzazione delle musiche del film “Cinque giorni – cinque notti”: le riprese si svolsero a Dresda, città devastata dai bombardamenti inglesi ed americani appoggiati dall'Unione Sovietica, dove Šostakovič ebbe modo di constatare con i suoi occhi le conseguenze del nazismo e della Seconda Guerra Mondiale. L'esperienza lo segnò a tal punto che non potè fare a meno di esprimere il suo sentire tramite una composizione musicale. Il brano reca la dedica “Alle vittime del fascismo e della guerra”: un potente requiem civile articolato in cinque movimenti che intreccia numerose autocitazioni tratte da opere precedenti, quasi a suggerire un’identificazione personale dell’autore con le vittime delle tirannie che il Quartetto intendeva celebrare. Eseguito nel 1975 ai funerali dello stesso Šostakovič, su sua esplicita volontà, è oggi considerato un monumento sonoro alla memoria delle vittime delle tragedie del Novecento.
Di segno diverso ma altrettanto profondo è il Kaiserquartett di Haydn, composto tra il 1797 e il 1798 e appartenente all’ultima stagione creativa dell’autore. Il brano deve la sua fama al secondo movimento, costruito su quattro variazioni del celebre inno imperiale “Gott erhalte den Kaiser”, composto dallo stesso Haydn nel 1797 per l’imperatore Francesco II.
Attorno a questo cuore meditativo si sviluppa una scrittura di grande compattezza e inventiva: l’Allegro iniziale intreccia i temi con energia quasi sinfonica, il Minuetto alterna vigore ed eleganza, mentre il Finale attraversa momenti di tensione prima di approdare nuovamente alla luminosa tonalità di do maggiore. Un capolavoro della maturità haydniana che consacra definitivamente il quartetto come forma suprema della musica da camera.
Come da formula della rassegna, al termine del concerto il pubblico potrà partecipare a un aperitivo solidale a cura della Noi da Grandi Onlus.
Fonte: Ufficio stampa