Salario minimo negli appalti, Stella e Ferri (FI): "La legge regionale rischia di essere uno spot elettorale"
"La legge regionale sul salario minimo per gli appalti pubblici in Toscana rischia di essere soltanto uno spot elettorale. Vogliamo capire in quanti bandi sia stato inserito il criterio premiale relativo alla soglia dei 9 euro lordi l'ora".
È quanto chiedono, in un'interrogazione, i consiglieri regionali di Forza Italia, Marco Stella e Jacopo Ferri. "La legge - ricordano - è stata approvata dal Consiglio regionale nel 2025 e introduce, nei bandi regionali ad alta intensità di manodopera, un criterio premiale per le imprese che garantiscono una retribuzione non inferiore a 9 euro lordi l'ora, per contrastare il dumping salariale e lo sfruttamento negli appalti pubblici", oltretutto "il Governo ha impugnato la legge davanti alla Corte Costituzionale, sollevando dubbi di legittimità in materia di competenza legislativa".
"A distanza di mesi dall'approvazione della norma, non risultano pubblicamente disponibili dati trasparenti sull'effettiva applicazione del criterio premiale nei bandi regionali e non è chiaro se le stazioni appaltanti regionali stiano applicando la legge oppure se la Giunta abbia di fatto sospeso la sua operatività in attesa del giudizio della Corte", obiettano Stella e Ferri, che chiedono "quanti bandi di gara siano stati pubblicati dalla Regione Toscana e dagli enti strumentali regionali successivamente all'entrata in vigore della legge, quante imprese abbiano effettivamente dichiarato di applicare tale soglia e abbiano beneficiato del relativo punteggio premiale e quali azioni intendano intraprendere per evitare che il provvedimento si trasformi in un mero atto simbolico privo di effetti reali sui lavoratori toscani".
Fonte: Segreteria Forza Italia - Ufficio Stampa