Donna decapitata Scandicci: presunto killer a Sollicciano, poi ritorna ancora in ospedale

Il carcere di Sollicciano
Nuovo ricovero per il 30enne marocchino indagato per l’omicidio della 44enne tedesca senza fissa dimora, trovata morta e decapitata il 18 febbraio nell’ex area Cnr di Scandicci, zona da tempo segnalata per degrado.
L’uomo era stato dimesso in mattinata dall’Ospedale San Giovanni di Dio e trasferito nel carcere fiorentino di Carcere di Sollicciano. Tuttavia, poche ore dopo è stato nuovamente accompagnato al pronto soccorso per un altro ricovero, circostanza che gli ha impedito di partecipare all’udienza di convalida del fermo.
Secondo quanto riferito dai difensori il 30enne – ancora sedato – sarebbe andato in escandescenza quando i sanitari hanno tentato di svegliarlo. È stato quindi necessario somministrargli farmaci per contenere lo stato di agitazione. Non potendo essere curato in carcere, è stato disposto il trasferimento in ospedale.
Il fermo e l’inchiesta
L’uomo era stato ricoverato già il 17 febbraio dopo che alcuni passanti, notandolo in evidente stato di agitazione nell’area dell’ex Cnr, avevano allertato il 118 e il Numero unico di emergenza 112. Trasportato in ospedale, era stato sedato e posto in coma farmacologico.
Dopo il ritrovamento del cadavere e gli sviluppi investigativi che lo hanno indicato come presunto responsabile, i carabinieri gli avevano notificato in ospedale, la sera del 19 febbraio, il decreto di fermo come gravemente indiziato di omicidio volontario. L’udienza di convalida si è comunque tenuta, ma in assenza dell’indagato non è stato possibile procedere con l’interrogatorio.
Il 30enne risulta già noto alle forze dell’ordine: in passato aveva scontato una condanna definitiva a otto mesi per furto ed era tornato a vivere in strada. Negli ultimi tempi era sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria in attesa di processo per reati legati alla droga.
La pm Alessandra Falcone ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere, mentre la difesa, rappresentata dagli avvocati Laura Grillo e Christian Vannucchi, ha contestato la presunta unidirezionalità delle indagini, opponendosi alle misure richieste. La gip Roberta Di Maria si è riservata la decisione, attesa in serata.
Disposta l'autopsia
Intanto, la procura ha disposto l’autopsia, affidata al medico legale Maurizia Tiberio, con la difesa che ha nominato il dottor Edoardo Franchi come consulente. L’esame esterno inizierà oggi pomeriggio, mentre domani si procederà presso l’Istituto di medicina legale di Firenze. La vittima era sposata e madre di due figli.