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FdI ritira la mozione sulle scuole a Bagno a Ripoli: "Ricevuto minacce e invettive"

Dopo le polemiche i consiglieri di Fratelli d'Italia fanno marcia indietro e ritirano la mozione alla vigilia del consiglio comunale

Ritirata la mozione del gruppo di Fratelli d'Italia a Bagno a Ripoli, che proponeva di aggiungere alcune etichette accanto al nome degli istituti, per indicarne il presunto orientamento culturale e politico. Tra le diciture comparivano definizioni come "politicamente schierati a sinistra" a favore delle tematiche LGBTQ+ o "woke", e diciture come "antifascista" o "antisionista", con l'obiettivo di rendere esplicito l'indirizzo promosso dal dal personale scolastico.

La proposta non sarà discussa nel prossimo consiglio comunale. I promotori hanno deciso di ritirarla, parlando di un clima sempre più teso e denunciando "minacce e invettive", che attribuiscono anche all'intervento delle istituzioni locali e di esponenti del Partito Democratico. Il sindaco Francesco Pignotti, riferiscono, avrebbe inoltre invitato i cittadini a non partecipare alla seduta per evitare possibili tensioni.

Duro il commento del deputato dem Emiliano Fossi: "Fratelli d'Italia prima presenta una mozione per etichettare le scuole di Bagno a Ripoli come 'di sinistra', 'woke' o 'antifasciste', poi la ritira e si dichiara vittima. Una retromarcia che dice tutto. Hanno provato a trasformare le scuole pubbliche in un elenco da schedare, salvo accorgersi che cittadini, famiglie e insegnanti non erano disposti ad accettare una simile forzatura ideologica.

A quel punto, invece di assumersi la responsabilità di una proposta sbagliata, hanno preferito gridare alle 'minacce' e alla 'strumentalizzazione'. Non è mancato il dibattito. È mancato il coraggio di difendere nel merito un'idea indifendibile. Quando si gioca con provocazioni di questo livello, bisogna essere pronti a sostenerle. Altrimenti si fa solo una pessima figura. Del resto, la destra ha un vizio antico: bollare come violento chiunque osi dissentire. È il copione classico di chi non riesce a reggere il confronto nel merito - trasformare le critiche legittime dei cittadini in 'minacce', e le reazioni popolari in 'clima di intimidazione'.

Un modo comodo per non rispondere delle proprie idee. La scuola pubblica non si etichetta e non si divide. Si sostiene, si valorizza, si ascolta. Le sceneggiate servono a poco. La Toscana continuerà a difendere la libertà educativa e la dignità delle sue comunità, senza cedere a provocazioni che nascono già con la data di scadenza stampata sopra".

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