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I Carabinieri Firenze recuperano documenti di D’Annunzio messi all'asta

Gabriele d'Annunzio

Operazione dei Carabinieri TPC di Firenze: sequestrati e restituiti allo Stato documenti autografi di D’Annunzio finiti all’asta

Un intervento mirato sul mercato antiquario ha permesso ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Firenze di recuperare e restituire allo Stato documenti storici appartenuti a Gabriele D'Annunzio, riconosciuti come beni culturali del patrimonio indisponibile statale.

L’operazione, coordinata dalla Procura di Firenze, è nata dalla segnalazione di un privato cittadino che aveva notato la presenza dei documenti in vendita presso una casa d’aste. Dopo la comunicazione al reparto specializzato dell’Arma, sono scattati gli accertamenti che hanno portato al sequestro della documentazione.

Accertamenti e collaborazione istituzionale

Le verifiche, condotte in collaborazione con l’Archivio Centrale dello Stato, hanno evidenziato fin da subito la rilevanza storica dei beni archivistici. Si tratta principalmente di minute autografe di discorsi ufficiali e altri atti redatti nell’esercizio di funzioni pubbliche, elementi che ne hanno determinato la rivendicazione della titolarità statale.

Tra i documenti sequestrati figurano una minuta di telegramma scritta di pugno da Benito Mussolini e indirizzata a D’Annunzio, la stesura del discorso rivolto al Re e alle autorità in occasione dell’inaugurazione della statua del Bersagliere del 1932 e la minuta del dattiloscritto “Viatico a S.A.R. Amedeo di Savoia, Duca d'Aosta, Governatore Generale dell'Africa Orientale Italiana e viceré d'Etiopia”.

Bene culturale appartenente allo Stato

La natura dei documenti – redatti dal Capo del Governo nell’esercizio delle proprie funzioni e riguardanti affari di Stato, civili e militari, nonché relazioni con governi stranieri – ha consentito di qualificarli come patrimonio culturale pubblico, non alienabile.

Restituite anche lettere di Mussolini sull’incontro con Hitler a Salisburgo

La restituzione ufficiale è avvenuta nel corso di una cerimonia a Roma, contestualmente ad un'altra importante operazione che ha portato al recupero di 5 fogli manoscritti di Benito Mussolini, appunti relativi all'incontro avvenuto con Adolf Hitler il 22 aprile 1944 a Salisburgo nel castello di Klessheim, scovati dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino che hanno restituito il manoscritto all'Archivio Centrale dello Stato di Roma, per essere lì custoditi e studiati.

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