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Manifestazione a Bagno a Ripoli contro la mozione (ritirata) di FdI: "La scuola è libera"

(foto da facebook)

Studenti, insegnanti, sindacati e cittadini al presidio. Sindaco Pignotti: "Messaggio importante che deve far riflettere", Pd: "Le uniche etichette sono i valori democratici e antifascisti"

"La migliore risposta alla vergognosa mozione di Fratelli d’Italia che chiedeva la schedatura delle scuole è arrivata dalla società civile, dalle tante cittadine e cittadini che hanno voluto essere in piazza per ribadire che la scuola di Bagno a Ripoli è libera e che le uniche etichette che porta con orgoglio sono quelle dei valori democratici e antifascisti".

È il commento di Andrea Bencini, segretario comunale del Pd di Bagno a Ripoli, a margine del presidio che si è tenuto oggi pomeriggio in seguito alla mozione presentata dal gruppo consiliare. La manifestazione, che ha riunito studenti, insegnanti, sindacati e cittadini, era stata annunciata dal sindaco Francesco Pignotti, che la scorsa settimana aveva reso noto l'atto dei consiglieri. Presenti le istituzioni, oltre a Pignotti con la sua giunta altri sindaci, consiglieri regionali e comunali, la scuola con insegnanti, studenti e dirigenti scolastici, sindacati, associazioni e cittadini. "Questa piazza è un momento molto bello, un momento di partecipazione - ha detto Pignotti -, un momento di aggregazione di tutta la comunità di Bagno a Ripoli e non solo" che "si ritrova non contro qualcuno, ma a favore di una scuola libera, democratica, antifascista. L'atto che è stato protocollato qualche giorno fa ha dato impulso a una reazione spontanea di istituzioni insieme alla comunità, e questo è un bel messaggio perché va difesa la libertà di educazione, la libertà dei nostri insegnanti di creare cittadini consapevoli e non sudditi". Per il sindaco si tratta di "un messaggio importante che parte da Bagno a Ripoli, ma che deve far riflettere tutto il nostro paese perché non dobbiamo sottovalutare davvero l'importanza della libertà delle scuole e delle istituzioni".

Oggi, nel giorno del presidio e alla vigilia del Consiglio comunale in cui sarebbe stata discussa la mozione, i consiglieri di FdI l'hanno ritirata dopo "minacce e invettive". In particolare l'atto proponeva di identificare le scuole introducendo nella denominazione di ognuna "una caratterizzazione che ne identifichi l'orientamento insegnato e voluto dal corpo docente e dalla Dirigenza scolastica" inserendo descrizioni come "politicamente schierata a sinistra" oppure "ideologicamente comunista", oppure "favorevole alle teorie lgbtq+ e/o woke", o ancora "antiamericana, anti sionista, antifascista" e altre.

(foto da facebook)

"Lo hanno fatto nella maniera più maldestra e meschina, dando la colpa al clima instaurato dall'amministrazione comunale e dal Pd e alle minacce e alle invettive che avrebbero minato la serenità necessaria per poter discutere la mozione che a detta loro anzi conterrebbe principi di libertà e di rispetto" continua il segretario del Pd Bencini. "È il triste epilogo di una vicenda che dimostra ancora una volta quanto questa destra viva in un mondo rovesciato, in cui chi difende la democrazia è un provocatore e chi la calpesta un martire. La verità – conclude - è che si tratta dell'ennesimo passo falso di chi che tenta di giustificare un atto inqualificabile e vergognoso, che è stato oggetto non di intimidazioni ma della giusta e doverosa reazione da parte di tutta la società civile, delle scuole, dei cittadini, delle associazioni".

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