Violenza sessuale, consiglio regionale chiede di mantenere principio del 'consenso libero'

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza la mozione presentata dal Partito Democratico sul disegno di legge in materia di violenza sessuale, relativo alla modifica dell’articolo 609-bis del codice penale. Con l’atto approvato, l’assemblea toscana chiede al Parlamento di non arretrare rispetto al testo licenziato all’unanimità dalla Camera, fondato sul principio del consenso libero e attuale.
«Con questo voto – dichiarano il capogruppo PD Simone Bezzini e la consigliera regionale PD Serena Spinelli, prima firmataria della mozione – la Toscana manda un messaggio chiaro: sul consenso non si torna indietro. Difendiamo un principio che mette al centro l’autodeterminazione della persona e rafforza la tutela delle vittime».
La mozione impegna a preservare l’impianto originario del ddl così come approvato dalla Camera, evitando modifiche che ne snaturino i contenuti. In particolare, viene espressa netta contrarietà al nuovo testo portato alla discussione del Senato dalla sen. Giulia Bongiorno, che elimina il riferimento esplicito al consenso sostituendolo con il concetto di dissenso.
«Quel testo – sottolineano Bezzini e Spinelli – è per noi irricevibile. Il passaggio dal consenso al dissenso modifica profondamente l’approccio alla violenza sessuale, rischia di indebolire le tutele per chi denuncia e segna un arretramento culturale e giuridico che non possiamo accettare».
Nelle ultime settimane, intanto, è cresciuta in tutto il Paese una mobilitazione ampia e diffusa contro questa impostazione, in particolare da parte delle donne, che culminerà in una manifestazione nazionale prevista per questo fine settimana a Roma.
«Quella mobilitazione – concludono – dimostra quanto questo tema sia sentito e quanto sia forte la richiesta di non tornare indietro. Chiediamo che venga approvata una legge che dica chiaramente che senza consenso è stupro. La destra, su questo, si era presa un impegno con le opposizioni e poi ha fatto marcia indietro, tradendo le aspettative delle donne e di chi chiede un avanzamento concreto nella lotta alla violenza sessuale e nella tutela delle vittime».
"È importante scegliere da che parte stare. Sulla violenza contro le donne è impossibile giocare a nascondersi come fa la destra anche in Toscana", così Massimiliano Ghimenti, Diletta Fallani e Lorenzo Falchi del Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio Regionale.
“Parlare di interpretazioni normative – commenta Ghimenti - è un modo per non prendersi la propria responsabilità e affossare, nei fatti, una legge sacrosanta per tutelare chi in Italia ha subito e, purtroppo, continuerà a subire violenza.”
“Anche la destra in consiglio regionale che si riempie la bocca con la sicurezza e che decide invece di astenersi – accusa Ghimenti - non sembra aver presente quanto ci sia urgenza di prese di posizione sul tema della violenza di genere e quanto la legge che aveva avuto, nella sua prima versione, un accordo bipartisan tra maggioranza e opposizioni, potesse essere un segnale di speranza per tantissime donne.”