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Prato, Ricchiuti (FdI) sulla frode 'apri e chiudi' da 27 milioni: "La nostra legge dà i primi risultati"

Guardia Finanza Prato

Sulla recente inchiesta della procura di Prato, condotta insieme alla Guardia di Finanza, che ha portato alla scoperta di un vasto meccanismo di evasione fiscale nel settore dell’abbigliamento e degli accessori, noto come “apri e chiudi”, con un’evasione pari a 27 milioni di euro, è intervenuto Lino Ricchiuti, vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d'Italia.

"L'inchiesta sulle fatture false per 27 milioni di euro, scattata nel distretto di Prato, uno dei territori più colpiti dal fenomeno delle società 'apri e chiudi', conferma quanto denunciamo da anni: per troppo tempo è prosperato un sistema costruito per evadere, riciclare e falsare la concorrenza, danneggiando le imprese oneste e sottraendo risorse allo Stato. L’operazione ha portato al sequestro di case, auto e conti correnti, un patrimonio accumulato grazie a società fantasma, prestanome e scatole vuote create per sfuggire ai controlli. È la dimostrazione concreta di quanto fosse radicato e redditizio questo meccanismo.

Proprio per questo Fratelli d’Italia ha voluto e ottenuto una norma severa contro le 'apri e chiudi', introdotta con la Legge di Bilancio 2023, quando altri minimizzavano o voltavano lo sguardo altrove. Oggi i risultati arrivano: chi pensava di farla franca si trova finalmente davanti alla legge. Ed è singolare che la sinistra continui ad accusarci di 'difendere gli evasori', mentre sono proprio le regole che abbiamo introdotto a permettere operazioni come questa. Difendere la legalità significa difendere chi lavora davvero, non chi usa l’economia come terreno di saccheggio. Continueremo su questa strada, con serietà e senza slogan, perché la concorrenza leale e il rispetto delle regole non sono un tema di parte: sono la base di un Paese giusto".

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