gonews.it

Sciopero dei lavoratori in appalto di Mondo Convenienza a Prato e Pisa: "Vogliamo sicurezza e dignità"

Fonte: FB Marco Grimaldi

Con il supporto dei Sudd Cobas, facchini, montatori e autisti hanno manifestato davanti ai magazzini di Prato e Navacchio per chiedere sicurezza e carichi di lavoro sostenibili

Oggi, sabato 28 febbraio, i facchini, i montatori e gli autisti in appalto di Mondo Convenienza hanno incrociato le braccia nei depositi toscani di Pisa e Campi Bisenzio (Firenze), aderendo a uno sciopero indetto da Sudd Cobas per rivendicare migliori condizioni di lavoro.

I lavoratori hanno manifestato davanti ai punti vendita di Navacchio (Pisa) e Prato, chiedendo il rispetto della sicurezza, carichi di lavoro sostenibili e il rispetto degli orari contrattuali. Secondo il sindacato, lo sciopero arriva dopo mesi di segnalazioni riguardo furgoni che sarebbero stati mandati in consegna oltre i limiti di carico consentiti, con rischi concreti per chi lavora e per chi viaggia sulle strade.

I 'giri' assegnati, riferisce il sindacato, spesso superano le possibilità di chi lavora, costringendo a ritardi e a rientri in magazzino con consegne incomplete. "Chiediamo strumenti semplici, come una bilancia nei depositi, per garantire che i furgoni non siano sovraccarichi e che le consegne possano essere completate nel rispetto delle ore contrattuali".

Il sindacato ricorda anche la lunga battaglia del 2023, quando furono necessari cinque mesi di sciopero per ottenere l'applicazione del contratto nazionale della logistica e la corretta retribuzione di tutte le ore lavorate. Oggi, ribadiscono i lavoratori, la richiesta è chiara: sicurezza, orari giusti e condizioni di lavoro dignitose.

Solidale alla causa Marco Grimaldi di Avs, che sottolinea: "Oggi i montatori, gli autisti e i facchini degli appalti Mondo Convenienza hanno di nuovo detto basta. Si sono fermati i depositi di Pisa e Campi Bisenzio, e davanti ai negozi di Navacchio e Prato sono comparsi i presidi. Chiedono una cosa semplice: poter lavorare senza mettere a rischio la propria vita.

Le denunce - prosegue - si accumulano da mesi. Furgoni che partono carichi oltre i limiti consentiti, un pericolo per chi guida e per chiunque si trovi sulla stessa strada. Giri di consegne e montaggi che non rispettano alcuna logica, né tantomeno le ore contrattuali. Nel 2023 ci sono voluti cinque mesi di lotta per ottenere il contratto Log e un’infinità di vertenze per farsi pagare tutto il dovuto. Oggi si riparte da un gesto di puro buonsenso: installare una bilancia nei depositi, così da verificare il peso dei mezzi prima che escano. Non chiedono favori, chiedono che la legge valga anche per loro".

Grimaldi annuncia che porterà la vicenda in Parlamento con un’interrogazione al governo: "Nessun autista deve percepire meno di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale. La sicurezza non è un optional, la dignità non è negoziabile".

Exit mobile version